IL VOLTO NASCOSTO DEI GIARDINI PICCINATO,
FONTE DI ISPIRAZIONE DI POESIA IN MUSICA

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  • Le condizioni meteo tendenti alla piacevolezza e la progressione delle riaperture post-lockdown hanno rinfocolato nella partita mediatica il tema della attrattività da ritrovare, in chiave turistica, per la città di Benevento. Giusto per tornare ai bei ricordi di qualche mese fa, prima della chiusura per morbo, quando (era gennaio) addirittura si leggeva, con sprezzo del pericolo, che la ridente capitale del Sannio era “stata invasa dai turisti” (?): tuffo storico nei monumenti, pranzo, giro per i mercatini e, poteva mancare?, rinomati torroni da portare a casa.

    Torniamo allora all'oggi ed al turismo 'intelligente', suggerendo a chi di dovere - in tutta modestia - percorsi alternativi, o almeno complementari, a quelli classici, ‘monumentali’. Ci sono luoghi, infatti, che rivelano sorprese ed ascendenze culturali insospettabili in città. Varrà pertanto la pena andare alla scoperta – in Benevento -, ed ora che si profila addirittura una misura 'interdittiva' per la zona, di quel segmento urbano appositamente ‘modellato’ da traiettorie oblique e conseguenti lanci che – e qui le scuole di pensiero sono due – rimanda l’eco di un brandello di storia della musica italiana o, addirittura!, ha rappresentato proprio il sito d’ispirazione d’un grande cantautore, che ha poi composto appunto un vero e proprio classico.

    Questo è il volto nascosto dei giardini Piccinato, fonte come abbiamo visto di ispirazione poetico/musicale: siamo sulla misconosciuta scalinata fra il viale degli Atlantici e via delle Puglie e la foto di copertina, nonché la piccola fotogallery, costituiscono un valido aiuto per sciogliere l'enigma del turista...

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    P.S.: Mai il dubbio, però, deve albergare nell’animo del lettore, in cupi tempi di fake news. E dunque soprattutto i diversamente giovani, che magari avranno sotto la doccia intonato che “…fmorire meno che mai e poi mai”, saranno risaliti al 1975 di “Rimmel” ed all’uomo “che salta e vince sui vetri e spezza bottiglie e ride e sorride perché (ma qui il dubbio è lecito e la libertà de poeta può non essere condivisibile, Ndr) ferirsi non è impossibile”.