Il mutevole Mastella: perora la causa dei baretti e poi chiude Piazza Risorgimento. Salga fino ai Giardinetti, farà altre scoperte

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  • Eccola, la demarcazione fra il mondo noto e l'ignoto nella foto di copertina, le colonne d'Ercole al sommo del viale degli Atlantici: il corpo di un lampione storicamente fasullo perché sostituto dell'originale e una bottiglia, vuota, richiamo irresistibile perché Ulisse ammoderni la sua poesia (e che Dante ci perdoni): Considerate la vostra semenza: fatti foste a viver come bruti.
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    Cronache in pillole (post) da un profilo social (quello del sindaco di Benevento, Mastella): sabato23 maggio, a proposito di 'movida' e polemiche locali, eccolo pronto a sostenere presso il Presidente De Luca le ragioni di un segmento commerciale importante di Benevento (i gestori dei locali equivalenti ai classici 'baretti' partenopei di Chiaia) a un patto, e che cioè “sia chiaro che il graduale ritorno comporterà, sempre, il rispetto delle regole di convivenza, mascherine e distanziamento”; domenica 24 maggio nel pomeriggio, dopo il riposino post prandiale e dopo la lettura delle cronache lunari di qualche organo di informazione (Il Mattino, ad esempio, ma in tutta modestia anche Il Vaglio con tanto di una galleria di foto a corredo), una sorta di ripresa a tema, sconsolata: “Poiché, nonostante la buona volontà e gli inviti a vivere un tempo diverso, mi raccontano che, ancora in tanti, resistono ad una movida più mite, come avevo consigliato, venerdì e sabato prossimo piazza Risorgimento sarà chiusa a persone ed auto... Farò, nei prossimi giorni, un’ordinanza”.

    E' il caso di creare ulteriore apprensione nel sindaco?
    Fornirgli una ulteriore disillusione?
    Rovinargli anche l'avvio della settimana?
    Offrirgli il destro per misure ancora più restrittive che non l'ordinanza appena minacciata?

    Il dubbio aleggia nell'aria sannita che va inquinandosi per la ripresa massiccia del traffico cittadino e si risolve nel (dis)piacere del passeggio mattutino prima dell'...inquinamento delle prove. Che, curiosamente, parlando dei giardini Luigi Piccinato (i “giardinetti” della memoria giovanile al culmine del viale degli Atlantici), consiste nell'opera buona del netturbino.

    Il giorno dopo chissà, il giorno prima è così: un salotto, invero mai degnato della dovuta attenzione dal Comune di Benevento (si pensi alle giostrine, cadenti da sempre), stropicciato dai bagordi del sabato sera. Quando gli (auto)invitati alla festa del pericolo scampato nei mesi scorsi ma in agguato nei prossimi lasciano un po' ovunque i residui delle libagioni, col fare distratto di chi si alza da un divano per andare a piluccare qualche altra leccornia al tavolo dove sono apparecchiate le vivande. O per un nuovo giro di bevute, e un nuovo giro di bevute, e un nuovo giro di bevute…

    Non è difficile, insomma, vedere negli amati e costantemente vandalizzati giardinetti l'ennesimo luogo del quale riappropriarsi (ammesso che sia mai accaduto il contrario, anche durante la chiusura da morbo), in barba a ogni precauzione e divieto di assembramento.

    Di questo ameno passo l'amarezza del sindaco e le sue (eventualmente) conseguenti Ordinanze approderanno a tante successive chiusure che chiusa sarà la città. Peccato non poter (rin)chiudere invece cittadini di questa risma.