Comunali - Progetto Terminal bus: nota polemica di Pasquariello

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Scrive Mario Pasquariello, vicesindaco di Benevento: Apprendiamo dagli organi di informazione della celebrazione dell’ennesima conferenza stampa dell’Associazione Altrabenevento sul progetto inerente Piazza Risorgimento e l’area dell’ex campo di calcio del Collegio De La Salle, tenutasi con l’ausilio di “due tecnici definiti molto capaci e cioè Salvatore Zotti, già dirigente del Settore Urbanistica del Comune di Benevento e Fausto Pepe, già sindaco della città per dieci anni. Entrambi ingegneri.”, così definiti nell’articolo di una testata on-line.

I due tecnici “molto capaci”, discettando dell’argomento oggetto della conferenza stampa, devono essere rimasti folgorati sulla strada di Damasco poiché hanno dimenticato di essere stati, ciascuno nel proprio ruolo istituzionale, gli artefici del Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.), approvato il 12.09.12, che disciplina l’utilizzo delle aree in parola.

Ed invero, l’area dell’ex campo di calcio del Collegio De La Salle è disciplinata dal P.U.C. come Zona F4 - comparto edificatorio 18 – TUF4: destinata alla realizzazione di attrezzature direzionali e sociali d’interesse pubblico e privato da attuarsi con le modalità del comparto edificatorio di tipo perequativo. Sono ammesse nella SI (Superficie integrata) attività residenziali per il 15% e attrezzature per l’85% con le seguenti destinazioni:

b1) piccole strutture di vendita (superficie di vendita fino a 250 mq); b2) medie strutture inferiori M1 (superficie di vendita fino a 1.500 mq); c1) esercizi pubblici (bar, pub, ristoranti, pizzerie, ecc.); c2) servizi privati di uso e interesse pubblico: sociali, assistenziali, sanitari, cliniche, istruzione, sportelli bancari, agenzie; c3) diffusivo: uffici, studi professionali, ambulatori medici, artigianato di servizio, laboratori artigianali per attività non moleste, mostre ed esposizioni, attività sociali, culturali, ricreative, ecc.; c4) direzionale privato (attività direzionali, sedi di rappresentanza, attività amministrative, finanziarie, bancarie, assicurative, istituti universitari e di ricerca, sedi d’informatica e telematica, ricettività in uso specializzato), artigianato di servizio; c5) attrezzature collettive private (sport, spettacolo, congressuali, religiose); c7) centri benessere, spa, ecc.; d) spazi di cui al DM 1444 del 1968, articoli 3 e 4; e1) strutture alberghiere (alberghi, pensioni, motel, ostelli, ecc); edilizia universitaria. Nei piani interrati o seminterrati sono ammesse funzioni per parcheggi e terminal.

Inoltre, sempre il P.U.C. di Pepe e Zotti, prescrive per l’area in questione, estesa mq 8.413,00, la realizzazione di una Superficie utile lorda per Attrezzature (85%) pari a mq 4.076,10 e di una Superficie utile lorda per Residenze (15%) pari a mq 719,31, che tradotte in volumetria (per un’altezza convenzionale di 3 metri a piano) assommano a circa mc 14.386,23.

Inutile dire che il progetto Lumode in questione rispettava sia le destinazioni urbanistiche che le volumetrie previste dal P.U.C..

È lecito chiedersi dove fosse l’Associazione Altrabenevento quando il P.U.C. era in pubblicazione e quali osservazioni, per l’area in questione, abbia prodotto. La risposta è scontata e banale: Altrabenevento non ha prodotto alcuna osservazione né fatto alcuna “battaglia” per impedire che il Consiglio Comunale prima, e la Provincia poi, approvassero il P.U.C., sancendo in quella sede l’interesse pubblico per le destinazioni, per le superfici e le volumetrie prescritte per le aree in questione.

Gli “stessi” erano ancora assenti quando la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha emanato il Bando cosiddetto delle Periferie; essi non hanno presentato alcun esposto all’ANAC quando il richiamato Bando prevedeva un “contributo finanziario dei privati e/o di altri soggetti pubblici pari almeno al 25% dell’importo complessivo del progetto”.

I “tecnici capaci” non hanno avuto la pazienza di leggere le FAQ pubblicate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che fornivano chiarimenti al riguardo e non si sono accorti che molti Comuni (proprio come il Comune di Benevento), nel pubblicare gli Avvisi pubblici per le Manifestazioni di interesse, che costituiscono lex specialis per le procedure conseguenti, hanno richiamato proprio tale modalità di partecipazione per i privati.

I “tecnici capaci” invocano il passaggio e l’approvazione del Progetto cosiddetto “Lumode” in Consiglio Comunale; evidentemente non vogliono ricordare quali siano le attribuzioni degli Organismi Comunali: se un intervento è conforme allo Strumento urbanistico (e, come chiarito, il progetto in questione lo è) questo è di competenza della Giunta Comunale, in quanto il Consiglio Comunale, con l’approvazione del P.U.C., ne ha già sancito l’interesse pubblico.

Si ribadisce, dunque, la conformità al P.U.C. vigente del progetto che riguarda le aree di Piazza Risorgimento e dell’ex campo di calcio del Collegio De La Salle.

A qualche candidato sindaco che, cercando di trarre spunto dall’argomento in questione, con uno strumentale intervento propagandistico, parla, riferendosi all’Amministrazione Mastella, di improvvisazione e sciatteria amministrativa, consigliamo di rivolgersi a chi fino a cinque anni fa ha amministrato la città ed oggi è fra i suoi principali sostenitori.

Potrebbe chiedergli della disastrosa situazione finanziaria in cui ha lasciato l’Ente, dei fondi per il depuratore lasciati andare in perenzione, della Vicenda del Malies, e così via…

Quello che fa specie, in particolare, è vedere questi ex amministratori o candidati amministratori che, pur di denigrare l’avversario, gioirebbero nel vedere revocato un importante finanziamento (18 milioni di euro) con il quale si stanno realizzando, in questi ultimi mesi, significativi interventi volti a migliorare la qualità della nostra città (ed altri a breve partiranno…).

Stiano, però, sereni. Abbiamo ottenuto il finanziamento del Piano Periferie (come diversi altri finanziamenti…) e realizzeremo gli interventi previsti, seppur con loro sommo dispiacere.

Saranno, poi, i cittadini di Benevento, di qui a pochi mesi, a dover valutare se si può dar fiducia a candidati sindaci che, pur di prevalere sull’avversario, sono disposti a recare danni alla città che si candidano ad amministrare al punto di augurarsi o, peggio, attivarsi per farle perdere ingenti finanziamenti ottenuti per la sua riqualificazione. Ma questa è un’altra storia…