Sintesi della conferenza su ANAC e progetto terminal bus

- Politica Istituzioni - Comunicato stampa

L’associazione Altrabenevento ha inviato alle redazioni dei giornali una sintesi della conferenza che
ha tenuto oggi nel ristorante da Claudio (DG Garden) di Benevento sul recente parere dell'ANAC che ha bloccato il progetto della società Lumode per la costruzione di un palazzo sul terminal bus dell'ex Campo La Salle con parcheggio interrato in piazza Risorgimento.

Sono intervenuti Sandra Sandrucci, presidente di Altrabenevento sul tema: "Il Progetto Periferie, il primo bluff dell'amministrazione Mastella"; Salvatore Zotti (già dirigente del Comune di Benevento) su: "Il progetto Lumode e le recenti modifiche;. Fausto Pepe (già sindaco di Benevento) su: "Il Codice degli appalti, il Project Financing e il parere ANAC". Ha coordinato Gabriele Corona di Altrabenevento. Di seguito la sintesi:

Il programma "riqualificazione periferie" del Comune di Benevento

Il progetto del Comune di Benevento "La città di tutti, la città per tutti" per la riqualificazione delle periferie e le aree urbane degradate, dal costo complessivo di 26 milioni e 500 mila euro, è stato il primo programma complesso di interventi proposto dall'Amministrazione Mastella. Fu approvato con Delibera di Giunta n. 121 del 29 agosto 2016, senza alcuna discussione in Consiglio Comunale.

Il progetto è composto da n. 17 interventi di cui 6 con la partecipazione finanziaria di 5 società private per un totale di circa 8 milioni e 500 mila euro, superiore al 25% del totale, che ha comportato una premialità per la valutazione del progetto

Nonostante la "premialità" il progetto fu giudicato appena sufficiente (25 punti su 100) e si classificò ultimo, a pari "demerito" con altri 120 di altrettante città, ma l'amministrazione Mastella si attribuì il merito di aver saputo redigere un valido programma a favore della città. In realtà il Governo Gentiloni decise di finanziare tutti i progetti presentati e non solo i primi 24 come previsto dal bando della ministeriale.

Altrabenevento già a novembre 2016 indicò le criticità del progetto, che a tutt’oggi non sono state superate, con riferimento specifico agli interventi presentati dalla società Geses (Piscina coperta e Ostello della Gioventù) e Luminosa (Palazzo sull'ex Campo La Salle). A febbraio 2020 Altrabenevento ha presentato un corposo e articolato dossier ed ha promosso la costituzione del Comitato "Giù le mani dal terminal bus" che ha inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri un esposto che ancora attende risposte. Il nucleo ministeriale di controllo sull'attuazione del progetto del Comune di Benevento si è limitato ad "autorizzare" la modifica della proposta della società Lumode ma non ha ancora risposto ai rilievi sui progetti Piscina coperta e Ostello nell'edificio ex Orsoline.

Il progetto Lumode: interventi sull'area Terminal Bus e Piazza Risorgimento

Nel dossier del 2020 sono state dettagliatamente indicate le critiche al progetto presentato nel 2016: l’area oggetto dell’intervento non ha alcuna caratteristica di periferia degradata secondo gli indicatori stabiliti dal bando ministeriale, né esiste una delibera consiliare con cui siano state individuate le aree da considerare “periferie degradate”; era previsto un edificio di 15.000 metri cubi (cinque piani per abitazioni, servizi, negozi e parcheggi) con "consumo di suolo", vietato dal DPCM; l'intervento non è conforme agli strumenti urbanistici (in particolare la scheda-norma, che dovrebbe approvare la Giunta non è stata redatta né è stata avviata la procedura per il Piano Urbanistico Attuativo. Quindi non è stata individuata l'ubicazione della Superficie Compensativa (CS) di 2524 mq e su cui realizzare una scuola primaria)

La costruzione dell'edificio composta lo spostamento del Terminal degli autobus extraurbani, non previsto dal Piano Urbano del Traffico ed è difforme anche dal Piano della Protezione Civile.

Nel progetto preliminare, redatto dall'arch. Antonio Iadicicco, poi nominato dirigente del settore Urbanistica, non si faceva alcun cenno a due questioni squisitamente tecniche, ma di rilevante importanza:

  • L’area del terminal, ex campo del collegio La Salle, è interessato per circa sei o sette metri di altezza (profondità) da materiale di riporto costituito dalle macerie ivi portate dopo i bombardamenti del 1943.
  • Sotto l’attuale terminal, a circa 25 metri di profondità, corre la galleria delle ferrovie dello stato (linea BN-AV)

In piazza Risorgimento era prevista la costruzione di porticati che impediscono la corretta percezione dell’architettura razionalista.

Nuovo progetto del 2020 presentato a seguito di richiesta di riduzione della volumetria (mozione del Consiglio Comunale mai votata)

Con il nuovo progetto si è preso atto dell’esistenza della galleria per cui la sagoma dell'edificio è stata spostata fino a 30 metri dalla stessa e del terreno di riporto per cui i piani fuori terra passano da cinque a tre, eliminando peraltro il primo livello destinato a parcheggio.

Appare ancora carente il dimensionamento dei servizi pubblici e pertinenziali prescritti dalla normativa in vigore. Anzi, addirittura, si prevede lo spazio all’aperto per la scuola sul terrazzo di copertura dell’edificio, quindi privo di idonea alberatura e soprattutto, per la sua ubicazione, in dispregio della sicurezza degli alunni in caso di calamità naturali e non (sisma, incendi, ecc.)

In piazza Risorgimento è previsto ancora un porticato e un parcheggio interrato che la società Lumode (o altro concessionario) dovrebbe gestire per 29 anni. Sono previsti 300 posti auto con seri problemi di traffico, un notevole inquinamento atmosferico ed acustico, peraltro a pochi metri dal Centro Storico, dalla zona Unesco di Santa Sofia e da un importante polo scolastico che invece richiedono condizioni ambientali caratterizzate da silenzio, calma, sicurezza stradale e aria non inquinata, ovvero caratteristiche e condizioni completamente opposte a quelle che si avrebbero se si dovesse attuare il progetto della Lumode.

Le censure dell'ANAC al Comune di Benevento per il project financing della Lumode

Agli inizi di marzo scorso Altrabenevento ha inviato alla Autorità Nazionale Anticorruzione un esposto per segnalare le seguenti difformità relative al procedimento per il "Project Financing ad iniziativa privata" proposto dalla società Lumode: la proposta non è stata approvata dal Consiglio comunale con la attestazione di "pubblico interesse"; la percentuale di partecipazione pubblica (fondi ministeriali) è del 75% contrariamente a quanto stabilito dall'art. 180 del D.Lgs 50/2016 articolo 180 per impone un massimo del 49%.

Il Comune di Benevento ha risposto precisando che il progetto è stato approvato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, senza eccezioni, e prevede la presentazione di un nuovo Piano Economico e Finanziario; secondo i calcoli del RUP (ufficio tecnico) la partecipazione di finanziamento pubblico è di appena il 33,98% considerando anche le spese di gestione a carico del privato.

L'ANAC ha preso atto che il Comune ha chiesto alla Lumode un nuovo Piano Economico e Finanziario e pertanto ha "archiviato" l'esposto di Altrabenevento perché riferito a progetto oramai superato: L'Anac, però, invitato l'Ente ad annullare in autotutela la gara per la scelta del concessionario (Lumode o altra ditta) avviata nel 2018 e finora "sospesa" e sottoporre la nuova proposta della Lumode al Consiglio Comunale per la dichiarazione di pubblico. L'Autorità Anticorruzione invita il Comune di Benevento a valutare la percentuale dell'intervento privato secondo apposite Linee guida (che escludono le spese di gestione). L'ANAC comunica, inoltre che le decisioni finora assunte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri si riferiscono solo alla concessione del finanziamento e non autorizzano procedure per il Project Financing diverse da quelle previste dal Codice degli Appalti (nello specifico art. 183, comma 15 del D.Lgs 50/2016).

Nei prossimi giorni Altrabenevento invierà un nuovo esposto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e all'ANC per segnalare anche i Project Financing della GESES, anch'essi ritenuti dall'associazione in violazione al Codice degli Appalti.