Alessandrina Lonardo: "La legge Zan è inutile"

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Scrive l'ufficio stampa della senatrice sannita del Gruppo Misto, Alesandrina Lonardo: “A proposito del voto in Commissione Giustizia, per la calendarizzazione del Ddl Zan, vorrei sottolineare che l’ho letto attentamente e non mi convince per niente, a partire dall’infelice art. 4, che è la prova della correttezza del mio convincimento, che molto mi ha colpito e che letteralmente recita: "Art. 4. Pluralismo delle idee e libertà di scelte. Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte (...)". Così in una nota la Sen. del Gruppo Misto, Sandra Lonardo, che prosegue: “Sono fatte salve"? E da chi? Da un Disegno di Legge sono fatte salve la nostra libertà di espressione e di opinione? Che sia stato abrogato l'art. 21 della nostra Costituzione e non ce ne siamo accorti? Dove qualcuno ci vuole concedere qualcosa che è già sancito nella Costituzione? In Aula, espliciterò le ragioni del mio voto contrario, motivandolo in tutte le sue parti... oggi, voglio solo riportare, di seguito, quanto mi hanno scritto in merito dei cari amici gay, cui voglio un mondo di bene”.

“È inutile la legge Zan, perché abbiamo già leggi che vietano l’aggressione fisica. Bisognerebbe semplicemente farle applicare.In Italia, non abbiamo bisogno di ulteriori distinzioni e discriminazioni tra esseri umani, abbiamo bisogno di più cultura sociale e più senso civico.Non si picchia un essere umano a prescindere, in quanto essere umano, e non perché gay o disabile o di un colore diverso dal nostro. Non è più grave se picchiamo una lesbica anziché se picchiamo una donna, la gravità è la stessa. È grave picchiare punto e basta. L’aggravante dei futili motivi già è presente nella nostra normativa. Non bisogna ancora sottolineare le differenze di genere o di provenienza geografica. Gli uomini sono uomini, tutti uguali davanti alla legge.Bisognerebbe partire dall’educazione, avere il senso dell’altro, il rispetto per l’altro, anche se totalmente diverso da noi.Immaginiamo che possa convenire a molti avere queste differenze, ci riferiamo ad alcune associazioni di genere, che trovano in questo modo una ghettizzazione proficua forse anche economicamente, ricordiamo a tutti che in molti Paesi del Nord Europa non ci sono più le “strade gay” o i “locali gay”, rioni arcobaleno ecc...

Vorremmo vivere in un paese dove gli uomini e le donne sono uguali e che i locali siano locali per tutti gay, etero ecc... senza ghettizzazioni camuffate da libertà. Non è libero un Paese che divide in categorie i propri cittadini. Iniziamo dalle scuole, insegnando ai ragazzi l’importanza dell’altro e la ricchezza del diverso sotto tutti i punti di vista, l’importanza della solidarietà e della comprensione e del senso della vita che non può fermarsi davanti ad una scelta personale del tutto privata. Leggiferiamo sull’uomo sulla donna non sulle categorie. Siamo tutti uguali e quando veramente saremo tutti uguali non avremo più bisogno della gay street accanto al Colosseo a Roma, ma avremo città aperte a tutti, in egual modo, senza veramente discriminare nessuno”.