Mariacarmela Fucci (Forza Italia) su lockdown e violenza domestica sugli uomini

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Scrive Mariacarmela Fucci, responsabile del Dipartimento provinciale Pari Opportunità di Forza Italia: E’ un anno, ormai, di isolamento domestico a causa del lockdown e, purtroppo, si è registrato un incremento considerevole della violenza domestica.Ma è proprio così o forse il lockdown ha solo accentuato situazioni quotidiane tenute secretate? Tutti i giorni sentiamo di donne aggredite, violentate e uccise ma, accanto a tale forma di violenza, ve ne è un'altra altrettanto grave ma taciuta, anche a causa dei retaggi culturali: LA VIOLENZA SUGLI UOMINI DA PARTE DELLE DONNE.

Sono circa 5.000.000 gli uomini che ogni anno sono vittime di violenza, vessati psicologicamente, economicamente e sessualmente; criticati per difetti fisici o perché hanno un lavoro modesto tale da non consentire una vita agiata alla propria compagna; costretti ad occuparsi di ogni esigenza della famiglia per rifiuto della donna di partecipare economicamente alla gestione della stessa. Ricattati e minacciati di procedere con la separazione, privandoli della casa, delle risorse economiche, dei figli e di qualsiasi contatto con loro. E quando il matrimonio è ormai fallito e ci sono di mezzo i figli, ecco che se li vedono sottrarre senza pietà, diventando dei veri e propri bancomat alla mercè della ex coniuge, addirittura costretti in molti casi, ad avere come unico rifugio la propria autovettura e la Caritas come unica fonte di sopravvivenza. Gli uomini, da sempre considerati sesso forte, non denunciano quasi mai perché, ancor più delle donne, non solo hanno un profondo senso di vergogna per la lesa virilità, ma temono di non essere creduti. La violenza non ha genere e quella sugli uomini esiste e, seppur apparentemente più lieve rispetto a quella sulle donne, è sicuramente molto più subdola.

I nostri centri antiviolenza sono dedicati solo ed esclusivamente alle donne e difficilmente accolgono le richieste di aiuto, ancora troppo poche, degli uomini maltrattati. Sono fermamente convinta che la società civile debba prevenire e curare qualsiasi forma di violenza. Quella sugli uomini è spesso sottovalutata dalle stesse vittime che non la riconoscono come tale perché intesa come normale modo di relazionarsi all’interno del nucleo familiare. La legislazione può e deve fare tanto per combattere questo fenomeno sommerso e noi, nel nostro territorio, dobbiamo sensibilizzare gli uomini, al pari delle donne, a chiedere aiuto e a non vergognarsi, offrendo loro i supporti psicologici e logistici necessari.