Ruggiero (Pd): ressa politica attorno alla diga di Campolattaro...

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Scrive il Consigliere Provinciale del Partito Democratico Giuseppe Antonio Ruggiero: L'On. Roberto Costanzo ha fatto bene a buttare la pietra nello stagno, in questo caso direi della diga. L'intera famiglia Mastella si è successivamente dilettata in articoli sulla locale stampa per farci capire a cosa servirà l'invaso di Campolattaro, e a ruota è seguito l'intervento del fido Presidente della Provincia Di Maria. Ormai è risaputo che il sindaco di Benevento pur di apparire ovunque parla di tutto e del contrario di tutto e nella sua dichiarazione sulla Diga di Campolattaro addirittura indica un consorzio di Comuni del Tammaro quale protagonista nella programmazione dell'invaso.

Le nostre preoccupazioni su una gestione dell'invaso con l'unico scopo di farne pura e semplice propaganda pre elettorale diventano ogni giorno sempre di più una certezza. Incomprensibile appare, ad esempio, la scissione delle attività dell'Asea che fino ad oggi ha seguito le fasi di collaudo e di messa in esercizio dell'Invaso, annuncio fatto in consiglio provinciale dal Presidente Di Maria che, parlando di assistenzialismo sulla partecipata, dimentica che quei soldi in ogni caso, anche se scindesse l'ASEA, li dovrà comunque tirare fuori visto che la Provincia di Benevento fu delegata all'epoca all'ultimazione dei lavori e al collaudo dell'opera. E' evidente che nella testa di qualcuno sta balenando l'idea di costruire qualche altro soggetto in cui inserire qualche rappresentante territoriale illudendo un micro territorio, come ad esempio il Tammaro, della possibilità di essere protagonista nella gestione di un opera di importanza regionale.

Ma andiamo per ordine. Il Presidente della Provincia, invece di propagandare idee che sfidano la legge della gravità, a cui anche l'acqua è purtroppo legata, ha l'unico compito di portare a collaudo l'invaso e di rivalutarlo dal punto di vista sismico. Alla Regione Campania spetta il ruolo dell'utilizzo dell'acqua completando l'iter autorizzativo della grande derivazione che dovrà essere prioritariamente ad uso promiscuo e di cui è già stata interessata la Società Acqua Campania, visto che la risorsa idrica è proprietà del demanio. Grandi proclami e ambiziose strategie che nel fervore propagandistico dimenticano che poi il vero proprietario dell'opera è, e resta, sempre il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. In ogni caso, come è possibile leggere negli schemi idrici del progetto, quest'opera interesserà un perimetro territoriale rappresentato dalle coline beneventane, la città capoluogo e la valle Telesina, raggiungendo il napoletano e il casertano attraverso il Nodo di San Clemente. Merito all'On. Costanzo di aver accesso la discussione su un argomento che interessa ai tanti specie quando arriva il periodo elettorale, dopo di che, come sempre accade ritornerà nei cassetti.