L'Usacli ha aperto il primo sportello di ascolto per le vittime di violenza

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Scrive Alessandro Pepe, presidente provinciale dell'UsAcli Benevento: Passato il 25 Novembre, e come ogni anno quando arriva il giorno del Ringraziamento negli USA ci si ricorda della ricorrenza, molte associazioni, enti, sigle in quella giornata procedono con riti usuali e prassi nello sdegnarsi, nel comunicare nel trasmettere raccomandazioni sulla sensibilità del problema, poi... dal giorno dopo si ripassa alla quotidianità e si ricomincia con altro e a guardare ad altrove.

Purtroppo dissentiamo da tale atteggiamento, e non a caso il 25 Novembre abbiamo taciuto, perchè paurosi di essere ingoiati nel clamore mediatico avevamo paura di essere accomunati ed è per questo che abbiamo scelto di comunicare il giorno dopo la giornata ufficiale quello che l'Usacli sta facendo per combattere la violenza contro le donne. Abbiamo continuato a tenere contatti con persone che hanno subito violenza, abbiamo intrecciato rapporti con persone che potenzialmente potevano essere colpite da questa piaga consigliandole per il meglio, ma ancora di più in collaborazione con l'associazione Calatia affiliata Usacli e l'associazione Spazio Donna molto attiva grazie al fattivo sostegno della ASL di Caserta l'Usacli di Benevento ha aperto il primo sportello di ascolto per le vittime di violenza proprio ieri a Caserta, e nei prossimi mesi sarà aperto anche a Benevento, anche se consci dell'utopia di ricevere lo stesso trattamento a noi riservato in Terra di Lavoro.

Ma di più, ad oggi vogliamo segnalare un atto gravissimo, accaduto proprio ad un comitato "La voce delle Donne" che ha subito un atto vandalico presso la contrada di loro sede ove persone ignote, e vogliamo fermarci qui, hanno proceduto allo strappo dello stendardo che la Presidente Velardi insieme al proprio staff aveva posto proprio per ricordare le vittime di violenza. Sono intervenuti i carabinieri che sicuramente faranno luce sull'accaduto; vogliamo offrire tutta la nostra solidarietà alla Voce delle Donne, purtroppo li non ci sono panchine rosse da esibire, svolgono un lavoro di soddisfazione di istanze e risoluzione di problematiche senza l'aiuto di nessun filantropo o istituzione che conceda benefit affinchè vengano messe a proprio agio. La distruzione di quello stendardo è paragonabile ad una violenza diretta ai danni di quelle donne, e noi ci interporremo tra loro ed i loro aggressori fiduciosi che le forze dell'ordine faranno il loro lavoro e questi miseri personaggi ricevano la giusta punzione.