Polemica sulla mensa: non è una disfida tra Altrabenevento e Ristorò. Partiti e associazioni come Don Abbondio, ma è il Comune a dover fare chiarezza definitiva

- Politica Istituzioni di Carlo Panella

Non cala di tono e si arricchisce continuamente di nuovi particolari la vicenda della gestione della mensa scolastica di Benevento, sollevata a partire dallo scorso 3 dicembre dall'associazione Altrabenevento e poi dal sindacato Flaica Cub. Denunciate le modalità con le quali la Ristorò, l'impresa che gestisce il servizio (oltre che per il Comune di Benevento, anche per alcune strutture dell'Asl), ma fortemente reattiva è stata la stessa nei confronti degli accusatori: non solo il gestore, infatti, ha negato ogni addebito, ma ha scritto che i propri accusatori non dicono il vero al puto di aver ordito una campagna diffamatoria ai propri danni.

I lettori del Vaglio conoscono bene la vicenda, avendo potuto leggere le posizioni di tutte le parti in campo, secondo nostra antica abitudine di dare ascolto alle famose due campane. Al punto di essere andati a prendere su altri giornali, per pubblicarla, l'iniziale replica della Ristorò, non inviata al Vaglio. Successivamente, l'azienda ha ricompreso questo giorrnale tra i destinatari delle sue varie note, tutte puntualmente pubblicate, assieme a quelle dei pochi altri intervenuti sulla importante questione. Che è palesemente di notevolissimo interesse per l'opinione pubblica trattandosi soprattutto del cibo che quotidianamente viene servito ai piccoli alunni beneventani. Si doveva e si deve, dunque, dare il massimo risalto alla vicenda e doverosamente l'abbiamo fatto.

Ovviamente altri giornali si sono interessati del caso, anche perché Altrabenevento, in occasione della presentazione nella sala consiliare del Comune del dossier sulla vicenda, il 16 dicembre, alla presenza del sindaco della città, solennemente ha affermato di voler interessare della cosa anche la locale Procura della Repubblica ed è quindi probabile che un fascicolo i magistrati inquirenti l'abbiano aperto e che stiano indagando.

Intanto, dei controlli sulla gestione della mensa sono stati fatti e sul loro positivo esito insiste la Ristorò, annoverando dalla propria parte la Polizia Municipale, l'Asl e anche i Nas dei carabinieri. Alcuni di questi enti, inizialmente, hanno voluto rassicurare l'utenza sulla regolarità del servizio e sul rispetto del contratto di gestione. Solo che Altrabenevento ha confutato continuamente, nel merito e nel metodo, quanto veniva assicurato, aggiungendo di volta in volta nuovi aspetti e nuove denunce, alle quali hanno fatto seguito le repliche della Ristorò, anche con un durissimo contrattacco contro l'associazione e il sindacato Cub.

Lo scontro è salito così di tono e si è allargato dalle questioni iniziali - legate alla gestione del servizio e al rispetto di tutte le norme e le regole del contratto d'appalto, a cominciare dalla sua stipula - alla messa in discussione del contraddittore. Sono rimasti coinvolti nello scontro anche alcuni lavoratori dell'azienda e per altro verso qualche loro rappresentante sindacale.

Tutto questo, ribadiamo, i lettori del Vaglio lo sanno bene, ma è giunta l'ora che, oltre ai principali contendenti, si esprimano a viso aperto anche i sindacati confederali e i partiti, le associazioni dei consumatori e le autorità scolastiche. E che tornino a farlo, innanzitutto, il Comune e l'Asl di Benevento: sono passati tre mesi dalle loro prime pronunce e nel frattempo le cronache hanno documentato tutta l'altra carne messa a cuocere da Altrabenevento, in particolare negli ultimi giorni.

Diversamente motivata da Ristorò (attribuita all'intervenuto aumento del costo dei pasti deciso dal Comune) e da Altrabenevento (attribuita al servizio offerto), si è comunque registrata una forte diminuzione dell'utenza nelle mense delle scuole, più che dimezzata.

Sia come sia, questa incertezza non può proseguire: il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, deve uscire nuovamente e nettamente allo scoperto e dire solennemente che la mensa funziona bene, che non ci sono problemi (o, se ve ne sono, che comunque non si riverberano sul servizio). Oppure, ove non potesse affermarlo, prenda i provvedimenti conseguenti.

Tutto ciò non solo per l'interesse dell'azienda a non veder continuare a diminuire gli introiti (essa è pagata in base al numero dei pasti erogati), ma soprattutto per i disagi derivati alle famiglie che prima facevano mangiare in tante i bambini a mensa e che in notevole numero stanno supplendo: andandoseli a prendere per farli mangiare a casa o provvedendo con panini o cibi propri.

Fausto Pepe, insomma, a fronte della esplosa e incessante polemica e dell'emorragia di utenti dalla mensa, non può limitarsi a quanto detto mesi fa. Serve un'ulteriore e decisa presa di posizione e soprattutto esplicita. Tutti i dubbi devono essere fugati.

Anche perché i controlli effettuati sono stati comunque, continuamente e pubblicamente messi in discussione da Altrabenevento (con al fianco il sindacato Flaica Cub).

Nulla di peggio c'è del silenzio di alcuni, della mancanza di chiarezza e di luce su una vicenda tanto delicata. Associazioni, partiti, sindacati subissano ognora di note i giornali, ma in questo caso paiono tutti trasformatisi in Don Abbondio, solerti nel non schierarsi e nel tacere. Ma non è in atto una privata disfida tra Altrabenevento e Ristorò (sui giornali che devono darne conto e probabilmente anche in Tribunale). E' una questione spinosa, ma di rilevante interesse generale. E se fino ad adesso il coraggio di esporsi non l'hanno avuto, è giunta l'ora in cui tale coraggio debbono darselo.