Benvenuta, cara Rojan, nell'invecchiato Sannio

- L'Erba Vaglio di Carlo Panella

Due notizie in apparenza distanti esplicitano l'aria che tira. 1) La prima nata a Benevento e nel Sannio è Rojan, venuta al mondo mezzora dopo la mezzanotte di Capodanno all'ospedale 'Rummo', da padre e madre persiani e residenti in città. Nel darne conto Il Mattino di oggi sciorina nella pagina successiva. 2) un "nuovo" annuncio degli amministratori civici: appalteranno, per oltre 3,6 milioni d'euro, dei lavori per migliorare e rendere più bello e sicuro lo stradone della Pacevecchia, Via Aldo Moro, e qualche marciapiede malconcio nelle case popolari e in quelle delle cooperative della zona.

Una plastica dimostrazione nel primo caso della realtà e nel secondo della virtualità di cui si compone la società in cui viviamo detta - con un sostantivo dal vario significato - società della comunicazione.Niloofar e Mohammad sono i primi genitori dell'anno nel Beneventano, hanno avuto anche il coraggio di far nascere una figlia, dopo che per procurarsi il pane e costruirsi un futuro hanno lasciato da tempo l'Iran. E non da disperati: sono entrambi laureati, lei in Agraria, lui in Geologia. Mohammad è cittadino dell'Italia, nella quale risiede da oltre 20 anni. A Benevento i due fanno altro, hanno un negozio in centro e vendono tappeti, persiani naturalmente.

Nel Sannio gli immigrati non sono tanti, l'un per cento della popolazione, ma sono per lo più giovani e hanno più coraggio, soprattutto nel fare figli perché qui, quasi tutti, vivono molto meglio che nel posto da cui sono partiti. La nascita di Rojan quindi non è dipesa dal caso.Sia la benvenuta Rojan, nella provincia con in percentuale l'età media più alta della Campania, avendo un maggior numero di anziani rimasti a risiedervi e un gran numero di giovani emigrati sanniti che, anche loro, per forza, hanno dovuto avere il coraggio di andare altrove.

Sia la benvenuta Rojan perché porta con sé ricchezza in terra di desertificazione demografica e non ce ne priva come il pregiudizio e l'ignoranza, diffusi anche qui, ancora fanno credere. "Pane e coraggio" ha meravigliosamente cantato e scritto in merito Ivano Fossati "...ma soprattutto ci vuole coraggio a trascinare le nostre suole da una terra che ci odia ad un'altra che non ci vuole...".

A fronte di tanta viva realtà, ecco l'annuncio dei politici dalle istituzioni in cui sono installati. A Pacevecchia arriveranno rotonde spartitraffico, piste per i podisti e pure percorsi pedonali, aiuole, le immancabili fontane, marciapiedi veri e nuovi pali per la pubblica illuminazione.

I giornali a stampa od online non possono fare a meno di divulgare certi annunci dei politici amministratori e però noi giornalisti dovremo in tutti i casi, almeno, scrivere - come nelle carte delle avvertenze dei farmaci - "Questo è quanto dicono che faranno al Comune di Benevento, signori lettori, daremo conto in futuro in merito se e quando il promesso sarà realtà".

Non dico di indicare nelle stesse avvertenze anche gli effetti collaterali: "Questo appalto potrebbe finire sotto l'occhio della Procura e portare come minimo l'emissione avvisi di garanzia, come accaduto per altri lavori a Pacevecchia" oppure "Questi soldi potranno portare a opere che resteranno incompiute come di fronte al Duomo e allo spreco del denaro pubblico come per il Parcheggio a Porta Rufina" o anche "Questi lavori per migliorare l'esistente potrebbero trasformarsi in un boomerang, come lo scempio fatto alla Colonia elioterapica, distrutta nella sua pregevole struttura originaria e rimasta incompiuta con un'avvenuta deturpazione dell'area".

Non lo dico, ma a ben pensarci, sarà il caso di cominciarlo a fare: i possibili effetti collaterali non vanno taciuti. E chissà che, così facendo, da Palazzo Mosti cesserebbero i comunicati-spot e comincerebbero a scrivere ai giornali solo a opere pubbliche ultimate: quando riescono a finirle, al di là del tempo impiegato, anche per l'arrivo delle eventuali connesse sentenze da passare in giudicato...