La voce in versi dei desaparecidos argentini: atto d'accusa contro le dittature - Fotogallery

- Cultura Spettacolo di Marzia Giardiello
Christian Mirra
Christian Mirra

E' stata presentata, presso la libreria Masone Alisei di Benevento, l’anteprima di “Cielo Libre. Imaginar la libertad”, già disponibile in formato digitale sul web e da metà gennaio disponibile in cartaceo, edito da Valore Italiano - Lilamé editore.'Cielo Libre' è una raccolta di poesie scritte dai prigionieri politici della dittatura argentina (1976-83), curate da José Luis Tagliaferro (membro dell'Associazione Familiares di Desaparecidos e detenuti per ragioni politiche in Argentina) e illustrate da Christian Mirra (illustratore beneventano, autore del graphic novel "Quella notte alla Diaz") clicca e vai alla Fotogallery.

Ad aprire l’incontro, proprio l’illustratore Mirra che, interagendo con il nutrito pubblico presente in libreria, ha introdotto il tema dominante: le repressioni subite dagli oppositori al regime durante il periodo della dittatura argentina (1976-1983), incarcerati, torturati e, il più delle volte, fatti sparire lanciati da un aereo o dispersi nell’oceano. Si tratta di più di 30.000 desaparecidos, letteralmente 'scomparsi', per lo più arrestati per motivi politici, o anche semplicemente accusati di avere compiuto attività "anti governative" dalla polizia dei regimi militari. Proteste, nella maggior parte dei casi anche “innocue”, come i movimenti legati all’abolizione dello sconto su libri e trasporti da parte di giovani studenti liceali, hanno rappresentato l’inizio di una grande carneficina. In collegamento Skype, alla presentazione, è intervenuto anche Tagliaferro che ha illustrato le varie fasi che si sono alternate nella storia editoriale della raccolta.

'Cielo Libre' ha una storia lunga tre edizioni. Nato come progetto nel 1981, è la raccolta di poesie e lettere dei prigionieri della dittatura militare indirizzate principalmente ai familiari i quali, venuti in possesso di tali testi in maniera spesso rocambolesca, avventurosa, drammatica, ne hanno tratto il libro. Viene pubblicato dall’associazione “Familiares de Desaparecidos y Detenidos por razones Politicas” creata a Buenos Aires nel 1976 e che riunisce appunto i familiari delle persone sequestrate dalla dittatura militare e i prigionieri politici, oppositori del regime. Pubblicazione/sfida nei confronti di una dittatura civico-militare ancora in vita all’epoca, rappresentazione di un gesto di estremo coraggio in un clima di repressione, che ha trovato seguito l’anno dopo con un’edizione bilingue (italiano e spagnolo) pubblicata in Italia.

Alla motivazione di sfida legata ai versi della prima edizione se ne aggiunge un’altra, con la pubblicazione del 1982, che vuole fare di 'Cielo Libre' uno strumento di solidarietà, di umanità e di divulgazione. “Grazie a queste azioni compiute in Italia, grazie a quest’opera di 'semina' - spiega Josè Luis - sono stati raggiunti diversi obiettivi, tra cui il processo terminato con la condanna dei militari argentini rei di crimini nei confronti anche di cittadini italiani raggiunta dopo ben vent’anni”.La terza edizione si allontana dallo spunto di partenza per passare all’universalizzazione del tema, renderlo “utile” per il futuro, comprensibile a tutti; così come testimoniò Primo Levi raccontando degli orrori del nazismo e del fascismo, questi esempi dovrebbero rappresentare un tentativo per riflettere sulla condizione umana, sulla capacità dell’uomo di essere tanto generoso, umano, quanto crudele e carnefice.

“Si tratta di una vera necessità a 'vaccinarci' da orrori come questo”, ha dichiarato Tagliaferro durante il suo intervento.Quest’ultima edizione è arricchita dalle illustrazioni di Christian Mirra che ha anche realizzato un fumetto introduttivo, “La caramella”, che anima una delle vicende drammatiche e avventurose riguardanti il passaggio di messaggi tra i prigionieri e i propri familiari, raggiungendo con forte efficacia l’obiettivo di rendere vive certe sensazioni, certi dolori che solo testualmente non potrebbero essere resi. “Il vero senso del valore di queste poesie – ha raccontato Mirra – è come sono arrivate: ciò che mi ha colpito e che ho cercato fortemente di riuscire a trasmettere è che molti di questi testi sono dei veri e proprio inni alla vita”.

Persone che nonostante le angherie subite sono riuscite a raccontare, seppur con semplicità, ma con intensità, la bellezza della vita. La raccolta presentata è una storia che riguarda non solo gli argentini, riguarda tutti, è una storia di orgoglio, “un orgoglio – conclude Josè Luis Tagliaferro – legato al fatto che ad oggi ci sono centinaia di militari torturatori in carcere e non c’è stato nemmeno un caso di vendetta, perché questo fa la differenza”. 'Cielo libre. Imaginar la libertad' è il messaggio di chi, per immaginare la libertà, finisce in carcere ma non si arrende. Continua a lottare, continua a immaginare la libertà. È un messaggio intriso di futuro”.

In chiusura Peppe Fonzo (Magnifico Visbaal Teatro) ha letto ai presenti tre poesie tratte dalla raccolta. In libreria, oltre all’esposizione di una selezione delle illustrazioni di Christian Mirra, sono state distribuite, in omaggio, brochure di 28 pagine contenenti un estratto del libro, compresi il fumetto e alcune poesie illustrate, concesse al pubblico in anteprima dall’editore Mario Pirolli, presente alla serata.