Il Vangelo secondo Giuda Iscariota, una rilettura del traditore per antonomasia nel romanzo di Amos Oz

- Zoom di Anna Maria Panella

Giuda è un romanzo di Amos Oz, lo scrittore israeliano che con raffinata sensibilità descrittiva narra un pezzo di vita di un giovane studente nella Gerusalemme divenuta da pochi anni parte del nuovo stato d'Israele. Non è certo un bel momento per Shemuel Ash, il protagonista, l'inverno tra il 1959 e il 1960. Una crisi economica familiare lo costringe a interrompere gli studi universitari e finisce anche la sua storia d'amore.

Si apre, però, anche un varco inatteso che lo porta a contatto con un nuovo mondo che corrisponde alla sua voglia di fuga e di rintanamento. Accetta l'offerta di assistere per alcune ore al giorno un vecchio invalido, Gershom Wald, grande studioso, al quale dovrà riservare poche attenzioni materiali ma molta disponibilità intellettuale. Vivrà sotto lo stesso tetto, in una mansarda, dove forse potrà portare a compimento la sua tesi su Gesù osservato dal punto di vista ebraico, da ateo innamorato delle parole del Nazareno. Vive in casa anche una donna, Atalia, alquanto misteriosa, che ha il doppio dei suoi anni, della quale Shemuel subito subisce il fascino.

Il conflitto arabo-israeliano, seguito alla nascita dello stato d'Israele nel 1948, è sullo sfondo della narrazione ma non estraneo alle vicende dei protagonisti che, anzi, ne sono stati profondamente segnati. Il figlio di Wald, marito della donna, è stato ucciso in combattimento e il padre di lei, eminente uomo politico, contrario alla creazione dello stato israeliano, è stato isolato col marchio di traditore.

Nelle lunghe ore trascorse insieme il giovane Shemuel espone al vecchio Wald i risultati parziali della sua ricerca su Gesù che una certa tradizione di studi ebraici sottopone a critica per alcuni aspetti della sua dottrina:" Nel corso del Medioevo degli ebrei tradussero un testo dall'arabo e lo intitolarono Polemica del prete Nestor... Le argomentazioni fondamentali della Polemica sono le lampanti contraddizioni dei Vangeli, la confusione dell'idea di Trinità e il rifiuto della natura divina di Gesù".

Per l'anziano studioso tali rilievi sono di poco conto perché non centrano il cuore del messaggio cristiano rispetto al quale, invece, bisognerebbe sollevare qualche interrogativo: "Invero è lecito, certo che è lecito e finanche ragionevole, discutere con Gesù, ad esempio sulla questione dell'amore universale: è davvero ammissibile questa cosa che tutti noi senza alcuna eccezione possiamo amare tutti senza eccezione?
Davvero Gesù stesso ha sempre amato tutti? Ha davvero amato, ad esempio, i cambiavalute alle porte del Tempio, mentre lo prendeva quella rabbia, saltava su e capovolgeva furiosamente i loro banchetti?
O quando dichiara ' non sono venuto a portare la pace in terra ma la spada' non è che in quel momento si era scordato il precetto dell'amore universale e quello di porgere l'altra guancia?...
Del resto chi ama tutti non ama nessuno, in fondo. Già. Ecco, così sì che è lecito discutere con Gesù il Nazareno. Così e non con ingiurie da fogna".

Il giovane studente concorda sostanzialmente con tali riflessioni. Di più approfondisce un altro aspetto della storia di Gesù ignorato dagli studi ebraici, il ruolo di Giuda. " Strano che nessuno di questi testi menzioni Giuda Iscariota. In fondo senza di lui non ci sarebbe stata la crocifissione, e senza crocifissione il cristianesimo non sarebbe mai esistito".

Di Giuda e del suo agire propone, allora, una lettura singolare che mette in discussione, più in generale, il senso del tradimento. " Credo che Giuda Iscariota sia stato il più fedele e devoto dei suoi discepoli e che non l'abbia mai tradito, anzi, che abbia voluto dimostrarne la grandezza al mondo intero". Scelto come spia dalla casta sacerdotale di Gerusalemme per accertarsi se il Galileo costituisse un vero pericolo, divenne un fervido adepto, il più entusiasta degli apostoli. Avrebbe,inoltre, determinato la sua crocifissione come suprema prova della sua divinità perché tale era la sua fede", Gesù sotto gli occhi di tutta Gerusalemme si sarebbe liberato e sarebbe sceso sano e salvo in piedi per terra, davanti alla croce...tutti sarebbero caduti in ginocchio, nella polvere. Con ciò sarebbe cominciato il Regno dei Cieli". Ma quando Gesù morì sulla croce," Giuda capì di aver causato con le proprie mani la morte dell'uomo che più amava e ammirava e se ne andò a impiccarsi".

L'inverno tra il 1959 e il 1960 trascorre. Il giovane Shamuel nella casa isolata di Gerusalemme, attraverso pochi ma intensi contatti, ha dato una base solida alla sua vita almeno quel tanto che gli basta a proseguirla in modo più consapevole. Non vi ritornerà più. "O forse un giorno, chissà. Forse fra anni. Forse solo dopo essere riuscito a scrivere il Vangelo secondo Giuda Iscariota ".