Peggiore del prevedibile la sconfitta di Mastella, ma la dinasty politico-familiare potrebbe non essere ancora alla puntata finale...

- Opinioni IlVaglio.it

Di irrimediabile c’è solo una cosa, a tutto il resto almeno una pezza la si trova. E chissà che per questo non guardi al suo futuro con un po’ più d’ottimismo anche Sandra Lonardo in Mastella. Non è andata bene con le urne, il 25 settembre scorso e, a parte la solita curiosità mediatica nazionale e locale nello scorrere nomi di promossi e trombati, la sua bocciatura è apparsa ai più, nelle valutazioni critiche a commento, come il voltar l’ultima pagina di un libro di potere.

L’analisi del voto, soprattutto nella città capoluogo e nei comuni del Sannio, ha consegnato amarezza alla vincibile armata ceppalonese: Lonardo ha dragato il possibile al traino anche della rete di relazioni del sindaco consorte, ma quel possibile s’è comunque rivelato inferiore alle aspettative, avendo accusato sorpassi da parte d’altri candidati anche laddove si nutrivano maggiori certezze.

Fin dall’inizio ovviamente non c’era alcuna speranza dai listini proporzionali: il solito partitino personale nello scenario più vasto di elezioni, oltre i confini noti, ha potere di interdizione vicino allo zero. Le forze di conseguenza sono state concentrate su un’area delimitata e conosciuta e quindi su un collegio uninominale, attraverso la mobilitazione di tutti gli arruolabili e con un’indefessa campagna d’inaugurazioni, fidando in una macchina di consensi che, invece, è apparsa imballata.

Oltre ai frizzi e ai lazzi del web, la lettura politica del voto consegnerebbe ai sanniti non mastelliani, che sono la parte maggioritaria, la speranza di un sistema di potere con gradimento in calo e quindi ‘contendibile’ in un futuro prossimo.

Eppure, una via di uscita per gettare alle ortiche l’abito del lutto indossato a Ceppaloni ci sarebbe… Clemente Mastella ha avviato il suo secondo mandato da sindaco a Benevento all’età di 74 anni e quando questo finirà la moglie Sandra Lonardo avrà 73 anni, dunque una perfetta linea di continuità anagrafica e politica per aspirare almeno a un altro quinquennio nelle istituzioni e dare una concretezza quasi storica a una dinasty familiare con questo concerto di rimpalli nelle varie cariche.

Opportuno sarebbe che l’ipotesi cominciasse a circolare fin da ora, sotto forma di indiscrezione o velina sussurrata alla stampa compiacente. L’effetto, se non proprio benefico, magari arrecherà meno danni ai beneventani: già oggi (ma anche ieri) con Mastella è il diluvio, figuriamoci cosa accadrà domani, con la lotta per la successione politica all’interno del variegato insieme che lo attornia, plaudente, a palazzo Mosti. Meglio stroncare subito ogni aspirazione, e lasciar balenare quell’aspetto attraente della logica del male minore per la comunità di cittadini cloroformizzati.