Eppur si voti! In questi tempi tristi tra chi pensa al golf o scende in campo solo da sicuro vincente

- Opinioni di Carlo Panella

“Per giocare a golf non è indispensabile essere stupidi, però aiuta”. Questa celebre frase di George Bernard Shaw m’è subito balzata alla mente dopo aver dovuto leggere l’ultima promessa elettorale del sindaco di Benevento, Mastella (è candidata alla Camera, per il suo micro partito, la moglie Alessandrina). Le sta provando tutte il più famoso dei ceppalonesi, per non sparire definitivamente dal giro politico dato che, stavolta, non è riuscito a farsi accettare da nessuno dei maggiori schieramenti contrapposti; quelli che hanno dato in passato, prima a lui e poi alla moglie, la possibilità di sedersi in Parlamento.

Quindi, giù inaugurazioni della qualunque, compresa una importante, la riapertura del Teatro Comunale: lo storico edificio era chiuso da 4 anni, quando Mastella è stato eletto sindaco nel 2016, e da lui non è stato riaperto per i successivi sei anni di suo sindacato: non c’era certo da celebrarsi…

Inaugurazioni e annunci di cose non realizzate o non recuperate finora e di altre immaginate per il futuro, compresa questa esilarante del campo da golf. Che non sorprende, permane la nota e ognora esibita “cifra stilistica” di Mastella.

Ma la responsabilità di come per un cinquantennio qui abbia gestito il potere non va tanto imputata a lui (che, certo, ne ha largamente e lungamente beneficiato), ma principalmente a quella maggioranza di beneventani e sanniti che lo ha eletto e rieletto. Oltre alle colpe dei partiti, di ogni versante, che gli hanno consentito, per interessi di parte, di attuare la politica del viandante, di colui che cambia spesso casacca spostandosi, parole sue, “per non farsi fottere”. Tutto ciò ha prodotto, ora, finanche la promessa di un grande e meraviglioso campo di golf in una non meglio precisata Zona Est di Benevento.
Anche un campo per il golf può aiutare…
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L’altro episodio curioso, diciamo così, di questa campagna elettorale è stato il disimpegno, in ultimo anche platealmente ostentato, del capo del PD sannita dalla campagna elettorale del... PD sannita! Ne è stato scritto, con chiarezza ed efficacia, ieri su IlVaglio.it (clicca per leggere).

Umberto Del Basso De Caro non ha accettato la sfida nel collegio uninominale perché ha reputato che avrebbe perso e, per ciò, che sia qualcun altro al posto suo a uscirne sconfitto.... “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”, soleva dire il presidente della Juventus Giampiero Boniperti. Ed è noto come l’ormai ex deputato Del Basso De Caro, sia pure un accanito tifoso degli strisciati bianconeri...
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Solo queste due spigolature, chiose per una campagna elettorale deludente e mortificante. Ne ho assistito a tante, anche quando non avevo l’età per votare, come nel 1972, quando la sinistra, divisa, vide andare in fumo un milione di voti propri, e si votava con il solo sistema proporzionale.

Anche oggi - a fronte di una destra che ha marciato negli ultimi anni divisa ma che in ultimo, per poter vincere, si è unita in una sola coalizione, reputando la coerenza con quanto prima posto in essere l’ultimo dei suoi problemi verso l’elettorato - lo schieramento di centrosinistra si presenta a ranghi sparsi, diviso più del solito. Per ciò è dato perdente dai sondaggi che, peraltro, sovente in passato sono stati smentiti.
Questo per i posizionamenti.

Per il resto, per quella che dovrebbe essere la sostanza della sfida elettorale, c’è poco da dire perché poco di saliente è emerso. Eppure, la situazione politico-economica italiana, meridionale in particolare, è talmente precaria, per non dire molto grave, che sarebbero servite eccome ricette serie e concrete per provare a farvi fronte. Per provare a farlo, perché molte delle questioni sono di livello sovrannazionale, per tutte, la guerra della Russia all’Ucraina, l’emergenza ambientale, la crisi economica, l’approvvigionamento energetico e la pandemia Covid ancora non passata.

Abbiamo assistito perlopiù in televisione o sui social a scontri verbali tra i contendenti, ma anche all’emergere di divisioni negli schieramenti, a cominciare da quello della destra formalmente unito. A proposito della destra: i timori in caso di vittoria (oggettivamente derivanti dal suo collocarsi su posizioni estreme) circa la tenuta della democrazia in Italia e dei diritti negli anni conquistati, a mio avviso, potrebbero essere fugati soprattutto dalla difficoltà delle sue componenti a rimanere assieme al governo, anche per quanto sarà difficile nei prossimi mesi farlo. Sempre ammettendo che al governo effettivamente la destra ci arrivi.
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In ultimo, un appello al voto: si vada a votare. E’ una scelta politica nazionale (che comunque prescinde dal più desolante e sconfortante scenario sannita) e per ciò si voti per il partito o la coalizione che a ognuno pare più vicina; aggiungo, ovviamente, dato che la politica non è poesia. Votare, anche se si tratta, come quasi sempre si è trattato, di scegliere il male minore. Votare anche con questa pessima legge elettorale. Bisogna recarsi al seggio, perché la possibilità di votare, negata dal fascismo agli italiani, è stata poi riconquistata per tutti al prezzo di tanti sacrifici e del sangue di coloro che hanno ridato dignità all’Italia e l’hanno ricostruita dalle macerie della guerra.

Gli astenuti, quelli “stanchi del meno peggio” sono sempre stati e saranno i migliori alleati dei vincenti di turno. Gli “utili idioti”, si sarebbe detto una volta, e devono ancora essere citati come tali, e non da giustificare. L’astenuto è responsabile così come chi andrà a votare per ciò che poi gli eletti andranno a combinare. Dunque, buon voto a tutti!