Fabio Cannavaro nuovo allenatore del Benevento Calcio sicuramente un colpo mediatico, il resto lo dirà il campo

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Pasquale Foggia e Fabio Cannavaro, dal sito del Benevento Calcio
Pasquale Foggia e Fabio Cannavaro, dal sito del Benevento Calcio

Da un campione del mondo (Daniele De Rossi) all'altro (Fabio Cannavaro) e dei 'rumors' s'è beata l'informazione on line ed il web vario, dai siti specializzati a quelli dei tifosi, nella lunga, pure troppo, vicenda dell'avvicendamento (ora possibile, ora probabile, ora ridiscusso, eccetera) sulla panchina giallorossa. I giorni di Fabio Caserta prima di Genova sono trascorsi a sorpresa indenni, ma dopo Brescia senza destare sorpresa sono divenuti ore e poi minuti non tanto per il lapalissiano trascorrere del tempo, ma per l'avvio di una corposa pausa dei campionati causa impegni delle Nazionali, e quindi con un vuoto agonistico da colmare attraverso una novità (l'allenatore 'altro') cui fornire almeno un po' di respiro tecnico nell'incontrare (conoscere) la squadra, e qualche margine di manovra.

La certezza ora ufficializzata è che il presidente Oreste Vigorito è tornato a cercare, sulla falsariga-Inzaghi, un nome dalla duplice valenza, l'una sicuramente da valutare (il mestiere, esercitato per la prima volta sul suolo patrio), l'altra che non ammette dubbi (la 'popolarità' dell’ex capitano mondiale del 2006 e dunque l'impatto, anche mediatico).

Per quanto 'solo' relativa a compagine di serie B, l'eco dell'approdo nel Sannio di un personaggio d'alto profilo come Fabio Cannavaro non ha lasciato, non lascia né lascerà affatto indifferente l'ambiente calcistico (anche d’oltre confine), e dunque è centrato un primo obiettivo, quello di riportare almeno in tal modo al centro della scena la squadra giallorossa, che dalla stessa s'era colpevolmente posta ai margini nonostante attori non proprio di scarsa bravura. Il resto verrà da sé, in fase di progressivo giudizio.

Non va via Pasquale Foggia, pure in discussione perché ‘complice’ delle scelte (anzi: ha rilanciato, data l’antica conoscenza con Cannavaro e, c’è da supporre, la sua mano in questa opzione. Come l’altra, esercitata nello strappare l’agognato tecnico della promozione del Perugia…), ma va via Caserta, e speriamo gli torni la voglia di sorridere. Ha infatti pagato il clima mesto su cui troneggiava la sua ieratica figura e di cui era imbevuta per facilità d'assimilazione la compagine allenata, soggetta a umori ballerini e mai compiutamente squadra, anche nei momenti migliori.

Una vaghezza sotto tutti i punti di vista che s'è protratta pure nel 2022 dopo essere culminata nel progressivo calare di rendimento e crescere d'insicurezze del passato anno sportivo che hanno colpevolmente indotto ad interpretazioni controverse del risultato (bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto) e a ritardi nelle decisioni importanti.

Paga dunque il tecnico, apparso smarrito e fuorviante, dalle conferenze stampa alle analisi post-partita, e a prima vista la decisione sembra, se non ineccepibile, almeno in diretta dipendenza dell'assenza di personalità della squadra che ha contraddistinto la conclusione dello scorso anno e il brutale avvio di questo, l'unica, ideale continuità che è riuscito a trasmettere. Invero, con Caserta spesso ci si è adombrati per noia, ma è venuta meno tante volte anche la logica di mirare all'utilità del risultato a scapito del bel gioco, e così è svanito tanto il risultato quanto mai è apparso il bel gioco.

Fabio Cannavaro trova una rosa non ‘sua’ e depressa, ancora con qualche lacuna nonostante le sterzate del mercato estivo ma certo non di retroguardia. E’ probabile sappia che le aspettative sono nonostante tutto piuttosto alte e che certo non vorranno farsi attendere troppo: non ha la bacchetta magica ma non può ignorare che è condannato a far risultato. O, perlomeno, a tirare su il morale dell’ambiente favorendo aspetti sempre piuttosto in ombra finora: motivare e dunque divertirsi e divertire il pubblico. Di questi tempi grami non è poco.

(la foto è tratta dal sito ufficiale della società giallorossa)