L'odore dell'urna scatena le inaugurazioni della qualunque, tra le concrete e pericolose stalagmiti di Viale Atlantici

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L’eco sarà giunta anche ai residenti di via Pietrafitta – ma non c'è da chiedersi dove sia, questa strada: neppure lo sa il sindaco Mastella abbarbicato per l'iconografia di regime a una scala per impiombare una palina della nuova toponomastica contradaiola; dunque: sarà giunta anche ai residenti di via Agnelli (quale dei tanti? Idem come sopra...) – dicevamo l'eco della restituzione al godimento comunitario del teatro Vittorio Emmanuele, quello che presta il fianco al perimetro di piazza Matteotti in uno degli ossimori storici che sintetizzano al meglio le contraddizioni di una città come Benevento.

L'unica cosa che non si contraddice è la personalità e la qualità dell'amministrazione civica idealmente rinchiuse nella figura del conducator di Ceppaloni: è strenuo infatti l'attivismo suo e dello sconcertante (ma interessato) manipolo di fedeli per approdare in questi giorni pre-elettorali al maggior numero di inaugurazioni possibili, tagli del nastro che mirano, soprattutto a obiettivi politici nel breve, brevissimo termine.

E' superfluo, insomma, ricordare il profilo incombente delle elezioni e della candidatura di Sandra Mastella (Mastella: come recita lo striscione che campeggia dinanzi alla sede del comitato elettorale in via Aldo Moro – altro ossimoro...), la senatrice uscente che sfoggia la celata origine familiare sulla scheda: Lonardo, ed è la stessa persona, comunque, nonostante l'eco 'stevensoniana' della cognonomastica. E' talmente superfluo, però, che conviene ricordarlo alla comunità locale supina e immemore: oltre l'eventualità scontata del bene pubblico (gli eletti sono scelti per quello), il fuoco di fila delle inaugurazioni mastelliane intende gravare sull'autonomia della scelta elettorale in funzione della presenza di un componente della “real famiglia” del Medio Calore nelle istituzioni, dove essa si tramanda dal 1976.

E mentre questo comportamento, ovviamente lecito, si fa strada fra chi ha e anche tra chi non ha l'anello al naso; e mentre si parla e straparla di antichi splendori, di busti ricollocati, di foto riposizionate alle pareti; e mentre s'avanza “una balconata circolare interminabile illusoria”... pure si sbatte contro la minuta realtà (realtà!) d'accidenti, come le stalagmiti ferrose e sottili che sorgono dal marciapiede circondate dallo sbrindellato tripudio arancione di recinzioni a oggi pericolo maggiore rispetto agli atlantici pini in fase di asserito collasso; che per loro sfortuna non riescono a rientrare nella campagna di reclutamento voti; che richiamano il tour d'opere pubbliche dell'aborrito Fausto Pepe nel 2016, foriero d'esiti non propizi per i suoi (davvero suoi?) e da trampolino di lancio per Mastella. C'è da augurarsi che non sia solo letteratura la legge del contrappasso…
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Infine: che, poi, si profili una becera destra possibile vincitrice, beh... questo è discorso altro. Attiene alla responsabilità democratica e alla consapevolezza antifascista.