Anche a Benevento i numeri del dissesto non possono fondersi con quelli dell’amministrazione ordinaria: sono nati in tempi diversi

- Opinioni di Pompeo Nuzzolo
Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento
Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento

Negli anni 2017 e 2018 l'Amministrazione Comunale di Benevento ha tenuto contabilità unitarie tra Organismo straordinario di liquidazione e gestione ordinaria. E' fondamentale specificare che, de iure condicio (per il diritto esistente, NDD), è rimessa alla libera determinazione dell'Ente la scelta in ordine alla modalità di gestione delle due contabilità. Anzi, la Corte dei Conti è orientata proprio a tenerle unite. Questo è chiaramente evidenziato nella relazione delle ispettrici della Ragioneria generale dello Stato ed è un passaggio che tutti i censori di queste ultime ore hanno omesso volutamente. In ogni caso, nel 2019 l'Ente, raccogliendo diverse sollecitazioni tra cui quella dell'organo di revisione contabile, ha scelto di separare le due contabilità. Pertanto, il risultato determinato negli anni 2017 e 2018 non poteva che essere quello determinato dalla gestione unica: un qualche cosa di lapalissiano.
Le parole dell’assessora comunale di Benevento, Maria Carmela Serluca, meritano una risposta.

Sul IlVaglio.it dell 27 dicembre del 2021 scrissi, non per la prima volta: Nel mese di luglio del 2017, la Corte Cei conti della Puglia esprime un parere sulla gestione contabile del dissesto, affermando che, in assenza di una normativa specifica di scritturazione contabile prevista dal legislatore, la gestione dei residui inclusi nel piano compete alla Commissione liquidatrice del dissesto, nel rispetto dei principi di autonomia, di separatezza e di non commistione con il bilancio stabilmente riequilibrato.

In sintesi, il parere ha confermato il principio della separazione delle gestioni e il principio di non contaminazione fra la gestione dell’Osl e la gestione ordinaria del bilancio stabilizzato dell’Ente. Credo che ci sia una leggera confusione fra le parole gestione e scritturazione contabile.

Ancora una volta l‘amministrazione usa le parole non per il loro valore intrinseco, ma per confondere i concetti che esprimono. La Corte non ha assolutamente detto che le scritturazioni contabili inserite in un unico documento conducono all’effetto della confusione e unificazione delle gestioni che danno luogo ad un unico risultato di amministrazione, piuttosto, ha detto che, a prescindere dalle modalità di scritturazioni, le gestioni devono essere separate e non mischiate nelle loro autonome risultanze.

Nel medesimo articolo riprodussi il pensiero di un giornalista de IlSole 24ore con il quale ebbi un confronto che qui riporto. “Il 9 marzo 2018 IlSole24ore pubblicò un interessante articolo sul tema, a firma di Simone Simeone. L'autore dell'articolo elaborò delle idee possibili ma, quando giunse a configurare i limiti posti dalla legge, su separatezza e distinzione delle risorse finanziarie, cassa e competenza, elaborò una procedura che previde una doppia votazione con una doppia elencazione dei residui.

In pratica, la gestione materiale delle procedure relative ai residui attivi e passivi, può trovare forme organizzative anche in house, ma nel rispetto delle responsabilità separate”. Per risolvere il problema propose una doppia votazione con un aggiustamento contabile, un escamotage che qui non descrivo.

Le scritture contabili non sono nient’altro che la rappresentazione grafica, sotto il profilo numerico, di relazioni organiche e interorganiche, mentre la gestione riguarda il contenuto della relazione. La scritturazione è cosa diversa dalla gestione per cui non sembra praticabile la trasformazione in un’unica rappresentazione grafica di vicende e fatti appartenenti a tempi diversi.

Ciò premesso, credo che i numeri del dissesto, non possono fondersi con quelli dell’amministrazione ordinaria perché nati in tempi diversi. La gestione del dissesto guarda al passato, la seconda al presente.

E’ davvero strano come si siano potuti mischiare fatti avvenuti in un determinato passato con fatti avvenuti successivamente, se si considera che, con la dichiarazione di dissesto, per legge, i fatti accaduti prima della dichiarazione appartengono alla gestione dell’Organo straordinario di liquidazione, mentre quelli successivi al 31 dicembre 2016 all’amministrazione ordinaria.

Infine, la contabilità del Comune di Benevento presenta un'ulteriore stranezza. I residui del dissesto furono inseriti nella contabilità del bilancio comunale in sede di assestamento del bilancio 2018 il che crea ulteriori confusioni.