Elezioni Politiche - Quello che sta combinando e non sta dicendo il PD nel Sannio a pochi giorni dal voto

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La sede beneventana del PD del Sannio
La sede beneventana del PD del Sannio

Come è del tutto ‘naturale’, l’appuntamento con le elezioni politiche del 25 settembre contribuisce da par suo a inoculare tossine nell’organismo politico di partiti, coalizioni, candidati e candidati-trombati. Si iscrive all’elenco un episodio a prima vista marginale, il rinnovo della presidenza alla Comunità Montana del Fortore, perché legato a uno di quegli enti la cui esistenza mediatico/politica produce il bagliore del fiammifero svedese in alcune circostanze per rientrare, subito dopo, nell’ordinario anonimato.

In avvio del mese di settembre è accaduto che il sindaco di Montefalcone di Val Fortore che appunto presiedeva l’ente abbia rassegnato le dimissioni dall’incarico, 24 ore prima di una mozione di sfiducia sottoscritta da dieci sindaci dei dodici comuni che danno vita alla Comunità, con le sole eccezioni di Apice e, naturalmente, Montefalcone. Inevitabile, in proposito, un commento del segretario provinciale mastelliano di Noi Di Centro e fortorino doc perché sindaco di San Bartolomeo in Galdo, Carmine Agostinelli, il quale sottolinea, si legge su Ntr 24, anche il valore “territoriale dell’iniziativa che ha riunito la quasi totalità del territorio”.

Una foglia di fico, come è ovvio: resta difficile pensare, in via del tutto generale, che qualsivoglia amministratore così ‘geograficamente’ ben inquadrato (Fortore, null’altro) non abbia a cuore il benessere del territorio su cui vive e opera, a meno di non essere profondamente autolesionista. Dunque, un’operazione politica, che reinsedierà al vertice, per anticipazioni di informata stampa, l’ex sindaco (ora vice) di Ginestra degli Schiavoni Zaccaria Spina, del quale il Sannio mastelliano - e no - ha forse avvertito la mancata presenza istituzionale sul territorio in qualche carica, dopo la sortita elettorale non proprio amichevolmente mastelliana della candidatura alle ultime elezioni regionali con una ‘lista’ intruppata con De Luca ma alternativa a Ceppalonia, una civica (Campania Popolare, Liberaldemocratici, Moderati) che, in un trionfo di autonomia, – a suo dire – lo rendeva “libero di scegliere un programma da sposare senza la possibilità di restare intrappolato negli schemi di un partito. Libero dall’obbligo di rispettare precise e determinate strutture gerarchiche”. Oggi, prima ancora del voto che lo condurrà alla presidenza dell’ente, quell’autonomia gli garantisce il “buon lavoro” del mastelliano Agostinelli.

Se il ‘controllo’ NDC dell’ente di secondo livello è una virata in funzione d’urna ben comprensibile in vista del 25 settembre prossimo, piuttosto oscuri, politicamente, restano alcuni aspetti.

Un esempio?
Tra chi ha inteso sfiduciare Sacchetti ci sono anche i sindaci di Molinara (Giuseppe Addabbo, già segretario provinciale di Rifondazione Comunista…), che andrà in Giunta esecutiva col collega di Castelvetere Mottola, San Marco dei Cavoti (Angelo Marino), Foiano di Val Fortore (Giuseppe Antonio Ruggiero). Converrà qui cedere la parola al segretario Pd Giovanni Cacciano, leggendo il suo commento all’ultima tornata di amministrative nel 2022: “Un ottimo risultato per il Pd. Oltre la straripante riconferma di Giuseppe Addabbo a Molinara (appoggio Pd dichiarato alla civica di Addabbo, Agorà – Ndr), abbiamo vinto nella cittadina di San Marco dei Cavoti, il più importante centro fortorino, con Angelo Marino, storico iscritto al partito, ufficialmente sostenuto dal circolo locale”.

Converrà, inoltre, ricordare che Ruggiero è il battagliero consigliere provinciale del Pd alla Rocca dei Rettori, lo stesso di cui appena a marzo 2022 (Ntr 24) il mastelliano Agostinelli sottolineava un curioso isolamento: “Sei rimasto solo, caro Peppe… insieme ai tuoi pochi sodali siete stati capaci di annientare, in provincia di Benevento, un partito nazionale che fino a pochi anni fa governava tutto (e mal, aggiungerei!)”.

E, riguardo la Comunità Montana del Fortore, sempre Agostinelli rivolto a Ruggiero consigliava a quest’ultimo di ‘vivere’ il Consiglio della Comunità, “cerca di partecipare alle sedute, visto che hai disertato quella in cui è stato eletto il Presidente, tra l’altro tuo compagno di partito”. Ovvero, Leonardo Sacchetti, lo sfiduciato.
Una chiave di lettura (azzardata?) sempre delle prossime elezioni politiche permette di cogliere dunque qualche ombra in un partito, il Pd sannita, squassato dalla mancata riconferma del deputato uscente Umberto Del Basso De Caro, il quale mantiene un evidente understatement in questa delicata fase…

Atteggiamento cui, però, non è tenuto il segretario provinciale del partito, Cacciano, che, forse distratto dalla campagna elettorale, dispensa silenzi e perde un po’ il filo degli eventi che talora l’opinione pubblica, che vota anch’essa, vorrebbe dipanare senza lasciare nodi inestricabili. G.F.