L'autoreferenzialità costante di Civico 22 che pure alle Politiche non sceglie tra le forze in campo di destra, centro e sinistra

- Opinioni IlVaglio.it
Angelo Moretti
Angelo Moretti

C'è una coazione a ripetere in Civico 22 quando le vicende del neonato Movimento si intersecano con le vicende della 'politica politicante', si direbbe, cui comunque si sono affacciati, seppur di recente. Siamo già in campagna elettorale in vista del 25 settembre e, con uno strano "pizzico" di ritardo, anche il Coordinamento di Civico 22 (leggi su IlVaglio.it) scopre il vulnus della mancata candidatura Montecitorio del suo leader Moretti per il 'gran rifiuto' (ovvero, più realisticamente, un'altra opzione) opposto dal PD nazionale.

Delusione e intemerata del Coordinamento seguono le parole amare dello stesso Moretti, non disgiunte da tempestivi riconoscimenti ai vertici locali decariani di quel partito (leggi su IlVaglio.it) e precisazioni (“...questa candidatura non era stata mai ricercata né da me né da Civico22...”) che non precisano - se non con generica formuletta - i motivi per cui accettare.

Civico 22, dunque, scopre oggi l'esistenza del taglio lineare dei parlamentari sbandierato da un populismo dilettante con complici arruolati sul campo, e soprattutto di una legge elettorale che si lega mani e piedi alle 'logiche' (?) di partito, quelle cui il nome di Moretti emerso dal territorio è stato sacrificato e per le quali il nome stesso si è rivelato non vincolante.

Era solamente un'indicazione, appunto, con ogni probabilità non colta in virtù della necessità d'un capolista, nel listino proporzionale del collegio anche sannita, di genere (maschile) e di gradimento (ai vertici regionali), che in tal modo ha dettato altra necessità: di una candidata di genere alternato (femminile) nel collegio uninominale. E la scelta è caduta sulla presidentessa provinciale del partito, comunque personaggio politico di pedigree e militanza più solide rispetto a Moretti.

Sempre oggi, il Coordinamento di Civico 22, come tutti gli elettori di questo Paese, scopre di avere le mani libere e consiglia di votare chi – partiti, coalizioni, candidati – esprima uguale sentire su alcuni importanti temi (elencati nella nota di cui sopra) rispetto ai quali è piuttosto difficile dissentire, in larga misura, tanto appaiono genericamente di buon senso. Sullo sfondo emergono un paio di fatti.

Ecco che ricompare lo schema delle ultime amministrative a Benevento: Moretti candidato sindaco per il centrosinistra oppure nulla, con conseguenti condizioni e poi divisioni – che hanno comunque incrinato la forza d'una possibile spallata antimastelliana.

Così oggi: Moretti candidato all'uninominale per il centrosinistra altrimenti condizioni e distinguo – in una fase storica del Paese dove quei bisogni avvertiti da Civico 22, il Coordinamento e i suoi seguaci, non dando indicazione di schierarsi evidentemente ipotizzano finanche di poterli trovare anche in casa di una destra compatta e, a quanto pare, ineludibile. Dare libertà di voto, e quindi non schierandosi tra destra, centro e sinistra, pure questo sbocco - logicamente - contempla.

Ecco che Civico 22 rientra in contatto con la politica elettorale e si scotta, rivelando la beata ingenuità (o la malcelata furbizia) dei riformatori animati dalla fretta di concludere in un sistema notoriamente sclerotizzato e autoreferenziale, refrattario alle novità dell'ultima ora. E comunque Angelo Moretti è politicamente giovane, e – direbbe un verso in nota - “si farà”.