I tagli imposti dalla riduzione dei parlamentari e gli equilibri di partito: gli interessi del territorio non contano

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Tutti gli interessati, e dovrebbero essere i cittadini con diritto di voto, hanno ormai dinanzi agli occhi il panorama completo delle candidature di partiti e coalizioni in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. Il Sannio, 'area interna' del Sud per antonomasia, non fa eccezione. Ebbene, il taglio dei parlamentari inteso come uno scalpo all'improvvisazione del MoVimento 5 Stelle, peraltro sciaguratamente sostenuto in Parlamento da chi oggi ne paga le conseguenze, in uno al giocoforza frettoloso disegno dei nuovi collegi e nel combinato disposto con una legge elettorale che non si è affatto inteso cambiare per motivi comprensibili (mani legate agli elettori ma libere peri capi di partito), ha partorito appunto il ventaglio di scelte che, armati di matita, saremo costretti a barrare.

Scorrere l'elenco di nomi proposti al popolo sannita annacqua infine pure il 'mantra' della rappresentatività delle aree interne, sul quale ha giocato più o meno apertamente chi s'è scoperto critico con il proprio partito, con dissenso pubblico o attraverso motivazioni 'nobili' di ritiro, rientrate, o distacco.

E' finita come doveva finire: che partiti e coalizioni hanno dovuto praticare 'tagli lineari' non potendo ricandidare tutti e che questi tagli sono stati condotti secondo le indicazioni delle segreterie nazionali attraverso scelte di 'fedeltà' in dispetto di qualsivoglia casella basata soltanto su un criterio 'geografico'.

A prima vista, e solo a prima vista, nel Sannio ci sarebbero eccezioni alla logica dei "paracadutati", peraltro già ribadite in queste prime battute della campagna elettorale. "Noi siamo una forza territoriale che difende, tutela e promuove le istanze del Sannio - ha per esempio dichiarato ad Anteprima 24 il mastelliano di ritorno Luigi Barone, oggi presidente del Consorzio ASI -. È su questi argomenti che vorremmo confrontarci con alcuni dei candidati che evidentemente non conoscono dove sia Benevento".

Ma vale, in via generale, una banale obiezione a simile assunto, da elevare a paradigma: personale politico di un partito non radicato perché inesistente prima, oppure come nel caso citato squisitamente local-ceppalonese, è, per definizione appunto, e non può essere altro che legato al territorio.

Insomma c'è chi non aveva alcunché da tagliare, chi ha recuperato trombati, chi aveva solo da aggiungere o provare a salvaguardare rendite politiche individuali. Altro che interessi del territorio...