L'ennesima discesa in campo dei Mastella un incentivo alla vittoria della destra

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Clemente Mastella e Sandra Lonardo
Clemente Mastella e Sandra Lonardo

Mastella leader presenta NoiDiCentro in vista delle elezioni del 25 settembre e riceve attenzioni mediatiche vendendo il suo piccolo prodotto come l'unico genuino ("...siamo un partito a chilometro zero..."). In una sporta colma invece di OGM alla conquista del mercato dei voti. NdC è, quindi, la risposta del territorio... anche se non si capisce a quale domanda.

O meglio: si comprende l'impellenza del politico di Ceppaloni di rimarcare la sua specificità, ormai solo nel fazzoletto ristretto del Sannio, pur di non abdicare alla vocazione presenzialista su una scena politica che ne ha archiviato le passate gesta. Tollerando, con la complicità della vocazione alla sudditanza dei suoi conterranei, oggi, il frutto tutto personale - familiare, a questo punto - di un eventuale successo: la rielezione al Parlamento della di lui consorte, l'ex senatrice Sandra Lonardo.

Ipotesi addirittura praticabile, nuovamente. Purché però siano chiari alcuni termini d'una questione che Mastella liquida con slogan efficaci per le anime belle e ingenue, cronisti compresi. "La vittoria del centrodestra è inevitabile? Temo di sì, per il suicidio politico di Letta", sintetizza Ottopagine, ad esempio.

E in effetti il mancato imbarco di Mastella in una coalizione che ne accogliesse le pretese ha determinato una discesa in campo del tutto "individuale" che costituisce, essa sì, un incentivo alla vittoria della destra. Perché ogni voto sannita per Mastella è un sostegno alla frammentazione e al soddisfacimento delle ambizioni di una cerchia ristretta: quindi, eccolo il perfetto "suicidio politico".