Nelle elezioni politiche indirizzate dai capipartito, i competitori sanniti nei due collegi uninominali

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Tra un mese, il 25 settembre, gli italiani con più di 18 anni saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo Parlamento, essendosi chiusasi in anticipo la precedente legislatura. Gli uscenti, intanto, hanno votato in maggioranza la drastica diminuzione dei seggi sia alla Camera che al Senato, ma si sono guardati bene dal riformare la pessima legge elettorale che espropria non poco il diritto degli elettori di scegliere i loro rappresentanti, per lasciarlo dov’è, cioè, nelle mani dei capipartito nazionali.
Nei due collegi uninominali, almeno, gli elettori, pur non potendo scegliere tra vari candidati della propria lista, potranno farlo tra i soli delle liste contrapposte.
Nell’annesso, famigerato listino proporzionale (apparentemente plurinominale) la gerarchia è già stabilita e si andrà a determinare, quando ciò potrà accadere, in ordine discendente, in codesta maniera: un seggio ottenuto in proporzione dei voti ottenuti dal simbolo? Esso andrà al primo del prescritto listino; due seggi ottenuti? Andranno ai primi due di tale listino…
Tali super privilegiati potranno quindi andare in Parlamento senza nemmeno dover combattere contro altre poche fisiche persone nel collegio, come accadrà nell’uninominale. Non a caso i capipartito riservano tali posti a se stessi e ad altri di tale casta da loro “benedetti”.
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Questo modo rabbrividente di ridurre la sovranità popolare la dice pressoché tutta sulla qualità in cui da troppi anni viene costretta la democrazia in Italia. Non per caso dunque è avvenuto che le due Camere abbiano dato uno spettacolo indecoroso, come proscenio per tantissimi voltagabbana. Essendo stati eletti gli uscenti, con la stessa modalità attuale, poche sono le speranze di poter assistere nei prossimi anni a cose diverse.
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Espresse, doverosamente, innanzitutto le censure doverose sul metodo, entriamo nel merito, in particolare per i candidati “eleggibili” dai votanti sanniti. I nomi li abbiamo paritariamente pubblicati stamane su questo giornale.
Lasciando da parte i privilegiati dei listini e venendo ai due collegi uninominali, notiamo che in quello della Camera dei deputati torna in lizza la senatrice uscente (per Forza Italia, poi abbandonata), Alessandrina Lonardo Mastella, stavolta candidata per il partitino di cui è leader il marito Clemente, ‘Noi di centro’, che proprio (per non dire solo) in questa provincia ha la sua maggiore consistenza elettorale; tra le altre coalizioni o partiti maggiori, la presidente provinciale del Pd Antonella Pepe per il centrosinistra; il forzista sindaco di Puglianello, Francesco Maria Rubano, per il centrodestra; l’altra senatrice uscente del M5S, Sabrina Ricciardi, ancora in campo per il suo partito; per ‘Azione’ Antonio Del Mese, stavolta rimasto in campo, dopo che, pur essendosi ufficialmente candidato a sindaco, nel 2021 alle Comunali di Benevento, poi, in extremis ritirò la candidatura. Completano il quadro: per la lista Pci: Giacomo Barone; Sovranisti: Micaela Salomone Megna; Unione popolare: Marcello Giuglianini; Italexit: Concetta Altieri; Popolo partite Iva: Vittorio Bocceri.
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Un ritiro si è registrato, stavolta, nel collegio senatoriale uninominale. Il deputato uscente del PD Umberto Del Basso De Caro - saputo che non sarebbe stato inserito dai capipartito in posizione “utile” alla propria rielezione nel suddetto listino, nel quale nel 2018 fu già eletto, così come proposto dalle federazioni irpina e sannita - non ha voluto più, per volontà propria, partecipare alla disagevole contesa nel collegio. Al suo posto per la coalizione del centrosinistra competerà il medico Carlo Iannace (qualche anno fa consigliere regionale in Campania), contro Giulia Cosenza per il centrodestra, Armando Rocco per ‘Noi di Centro’, Maura Sarno del M5S e Francesca Mite di ‘Azione’. Completano il quadro per la lista Pci: Carmine Montella; Sovranisti: Cinzia Del Grande; Unione Popolare: Tiziana Salvetti; Italexit: Teresa Caputo.