Il viandante è “viandato”: il triste e solitario finale politico di Clemente Mastella da Ceppaloni (un bel tacer non fu mai scritto)

- Opinioni di Carlo Panella

Ebbene sì, pare proprio che il sindaco di Benevento pro tempore abbia dovuto decidere di non provare a cogliere l’ultima occasione per tornare in Parlamento. Tenuto lontano dalle maggiori coalizioni in lizza, dovrà far correre da solo il suo microscopico ‘Noi di Centro’: possibilità di eleggere minime.
Qualche chance, forse, ci potrà essere nel collegio uninominale della Camera che comprende il Beneventano e un po’ di Casertano; sempre che i non pochi comuni sanniti con sindaco mastelliano supportino adeguatamente la candidata schierata dal partitino: Alessandrina Lonardo, moglie di Mastella. Non è scontato, qualcuno potrebbe da subito iniziare a guardare più lontano: oramai, il viandante ceppalonese non trova più salvagente, né a destra né a manca, per cui ci si potrebbe affrettare ad abbandonare una nave che affonda...

La casacca sbagliata

Stavolta l’ennesimo cambio di casacca ai Mastella è stato fatale. Fosse rimasta la moglie in Forza Italia, partito con cui nel 2018 fu eletta al Senato, ora probabilmente avrebbe riottenuto la candidatura e, data l’aria che tira, probabilmente anche la rielezione. Invece, nel 2020, il marito è passato con De Luca aggiungendosi al suo centrosinistra alle Regionali. Così “viandando” il ceppalonese ha incamerato poi l’appoggio dei deluchiani fuoriusciti dal PD, nel 2021, alle Comunali, decisivo per la rielezione a sindaco.

Era “l’uovo” di allora, ma che mirava soprattutto alla “gallina” delle Politiche di oggi: si doveva verificare solo una condizione, al riguardo, e cioè che l’ammucchiata deluchiana delle Regionali venisse riproposta. Così però non è stato. Non solo perché il PD sannita ha continuato a far muro contro i Mastella; non tanto per l’inesistente e morbido PD regionale (non indipendente da De Luca); ma soprattutto per l’accordo del PD nazionale con ‘Azione’ di Calenda il quale per Mastella e il suo modo di far politica ha dispensato solo parole di fuoco, bandendolo da qualsiasi possibile alleanza.
Ovviamente, essendo ancora fresco l’abbandono di Forza Italia, il “viandare” a destra, oggi è risultato impossibile. Di qui il solitario finale della lunga esperienza multiforme di Mastella.
Sapremo tra meno di due mesi se tale finale potrà essere addolcito dalla rielezione della moglie o se, in caso di sconfitta, l’esito sarà pure amarissimo.

Un finale scuramente triste

Un finale che comunque vada appare triste. Mastella marito sta dimostrando oltremodo, infatti, di non saper perdere. E’ continuo in questi giorni il suo dichiarare risentito (eufemismo) verso il centrosinistra che al dunque l’ha tenuto lontano. Al punto che, pur di dir male dei mancati alleati, sembra proprio tracimare. Un solo esempio: il 2 agosto il ceppalonese ha diffuso l’ennesima nota nella quale ha dichiarato: “Mai visto nella mia esperienza che i leader anziché misurarsi anche nel territorio vanno tranquillamente nei posti di capilista al proporzionale. Ho davanti agli occhi nella mia Campania un grande leader scomparso da poco, Ciriaco De Mita, che subì l'umiliazione di non essere candidato dalla sinistra e diede una lezione morale a tutti, candidandosi in autonomia e vincendo nel maggioritario. Questi sono i leader veri di cui il Paese avrebbe bisogno”.

Ora, da chi sentenzia così e ognora vanta una molto alta considerazione di sé, ti aspetti che nell’agone del collegio uninominale scenda in prima persona, appunto come fece De Mita. Ma Mastella è Mastella e non è mai stato De Mita. E, infatti, non lascia la carica di sindaco di Benevento (scelta obbligata per potersi candidare alle Politiche), si tiene stretto l’ultimo posto di potere datogli dalla maggioranza dei votanti della città, e lascia nel campo di battaglia la moglie Alessandrina. Tornando alla pennuta metafora: mantiene il sicuro “uovo” oggi (con scadenza a Palazzo Mosti entro e non oltre il 2026) e rinuncia all‘incerta “gallina” del 25 settembre.

Un bel tacer non fu mai scritto
Ma se lui agisce in modo così guardingo (per non dire timoroso) perché censura chi oggi si premura di avere il paracadute del proporzionale? Perché Mastella marito accusa altri per tale cautela che fu adottata pari pari da Mastella moglie, nel 2018? Allora fu battuta nel collegio uninominale e fu eletta solo grazie all’oggi improvvisamente vituperato paracadute proporzionale. Perché il sindaco loda l’ardimentoso De Mita, quando lui quel coraggio non lo dimostra o, come quel famoso Signor Curato, il coraggio non se lo può dare?

Mai maramaldeggiare
Un bel tacer non fu mai scritto e Mastella ne è solo l’ennesima prova (del resto, tutto di lui si potrà dire, non che sia stato laconico…). Da tempo, lui va ripetendo di sé che sta nella Storia d’Italia. Sul se si sia trattato di storia o storiella, io - nel mio sicuro piccolo – stavolta non scrivo, ora che, triste e solitario, il finale della vicenda politica di Mastella va a iniziare. Parafrasando ancora Manzoni, lascio ai posteri la (non troppo) ardua sentenza…