Clemente stai sereno: Renzi come ultima speranza. Locande chiuse per il viandante

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Stringe un po' il cuore a leggere e vedere il sindaco di Benevento che sgomita, fra post, note stampa e ospitate televisive, per rientrare al Centro della scena politica. Quella dei piani alti, che si misurerà nell'urna il prossimo 25 settembre. Tutti lo vogliono, tutti lo cercano, nessuno se lo piglia? E’ vero anche il contrario, con la medesima conclusione: nessuno lo vuole. Eppure, novello Brenno da Ceppaloni, avrebbe da gettare sul piatto della bilancia il suo valore territoriale, ma neppure questa – oggettiva e circoscritta – verità è sembrata smuovere particolari interessi.

Di qui, per ora, l'autonomia forzata. Di qui le prevedibili critiche all'accordo fra Enrico Letta e Carlo Calenda (“Dal millepiedi al bipide, dall'alleanza arcobaleno a quella giallorossa, con queste premesse credo sia difficile e complicato aspirare al governo del Paese”), che ne tarpa le ambizioni di grande centro di cui essere gioiosa stampella.

Gira che ti rigira, i margini si sono fatti sempre più stretti.

Forza Italia, ovvero la presunta versione moderata del destracentro, gli ha chiuso prevedibilmente le porte (“Non c'è spazio per il vecchio, non c'è spazio per chi ha insultato in tutti questi anni Salvini, Meloni e Berlusconi”) e dunque, prima della vana conta su sé stesso, il panorama sta prosciugandosi. Resta davvero ben poco e, giocoforza, sussurri mediatici al solito ben informati raccontano in questi giorni di un patto con il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, altro grande abbaglio del Pd. Il toscano è però alla disperata ricerca di voti per valicare la soglia di sbarramento nazionale prevista dalla legge elettorale, in questo accomunandosi in qualche modo ad aspettative e motivazioni mastelliane, perché issarsi sopra la fatidica asticella continuerà ad assicurargli una carriera nelle istituzioni.

Meglio di niente, allora, questo Piano B o C o D o Z: in fondo il viandante Mastella potrebbe alfine aver esplorato un territorio dapprima sconosciuto. D'altra parte, se non può contare – fino a prova contraria – sull'ambizione di un contributo al successo o alla buona partecipazione, dunque con un credito politico da vantare, resta pur sempre in gioco quel tratto diffuso della personalità umana per cui si può godere anche del procurato danno ad altri.

Quei leader nazionali che cianciano di anteporre l'interesse dei cittadini a quello dei propri partiti sono davvero degli eretici.