Le elezioni politiche di settembre nel panorama politico della provincia di Benevento “che all’incontrario va”

- Opinioni IlVaglio.it

Tra fantapolitica e realtà dapprima virtuale poi chi lo sa, magari si insinuano, nel Sannio, certe striscianti implicazioni delle elezioni politiche in calendario il prossimo 25 settembre: sono quelle dei piani alti, naturalmente, ma ricadranno anche all'interno del panorama osservato dalla Dormiente. E allora c'è gusto, se ne ascoltino delle belle, sia di qua che dalla parte opposta, tra destra-centro e centro-centrosinistra. I pronosticati vincitori, eredi di fascisti, noti paladini di diritti (in)civili, moderati da televisione, hanno già confezionato un accordo di potere suggellato in funzione di un successo che sappia d'egemonia.

Beh... se avessero dovuto stringerlo Fratelli d'Italia e Forza Italia nella provincia di Benevento, tale risultato mai sarebbe stato raggiunto. Non bisogna spingersi indietro negli anni, ma nei giorni, all'elezione recentissima per la presidenza della Provincia – dove il centrodestra non ha proposto alcun candidato, né ha preso parte al voto. “Il risultato è stato quello da noi previsto e cioè che il Centrodestra a guida Rubano ha miseramente e pavidamente rinunciato a offrire ai propri elettori l'occasione di essere degnamente rappresentati entrando in questo modo nella irrilevanza politica”, sbotta il vicecoordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Mauriello. “Le offese continue e pretestuose che i dirigenti di Fratelli d'Italia stanno riservando negli ultimi tempi al commissario provinciale di Forza Italia, Francesco Rubano, traducono il livello politico dei personaggi”, insorge Mauro, dirigente provinciale di FI. Gli replica Paolucci, coordinatore regionale aree interne dei Fratelli: “Si inerpica in un profluvio di accuse a Fratelli d’Italia e in un'invettiva sprezzante nei confronti del nostro coordinatore provinciale, Mimmo Matera... la sua esternazione con la quale, spontaneamente di certo, incorona il Rubano di Puglianello quale Puer Apuliae, pecca nella parte in cui non spiega perché l'unico sindaco candidabile del centrodestra ha fatto un passo indietro”.

Oggi, nel bene supremo di quell'unità funzionale all'auspicato esito, alimenta un po' d curiosità l'evoluzione sul territorio. Ovvero, come Matera e i suoi Fratelli d'Italia, Rubano e la sua Forza Italia spacciata come in espansione, torneranno a dialogare fra di loro senza provare qualche rossore: nun vale cchiù a niente 'o ppassato a penzá.
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Niente male neppure nella casa del 'progresso'. Qui l'eventualità è lontana, magari impraticabile, ma si immagini – giusto per un momento – che il girovagare mediatico di Mastella, i sondaggi prontamente confezionati, la convinzione (non sbagliata) su un peso specifico non irrisorio che ha avuto più di una risposta dalle urne, dovessero davvero muovere Letta tramite Boccia e il Pd ad un (anche mero) calcolo d'utilità.

D'altra parte, diffusa è la consapevolezza che la sfida elettorale si deciderà nei collegi uninominali, e che alcuni di quelli in bilico sono proprio in Campania laddove Mastella millanta fino al 9% di consistenza d'urna. Certo, lo stesso Mastella minaccia e sta muovendosi in perfetta solitudine già individuando candidati (leggi su IlVaglio.it), ben sapendo che non la spunterà mai, sapendo altresì che concorrerà alla sconfitta altrui – questa volta del meno granitico centro-centrosinistra, non potendo riavvicinare alcuno della sponda opposta, dopo il transito della consorte ex senatrice da Forza Italia al senso di responsabilità 'draghiano'.

Di qui uno scenario di convergenza/desistenza da bastioni di Orione e oltre, tale da sconvolgere la storia politica recente della città e della provincia di Benevento perché i mastelliani e gli altri – non è il caso di portare esempi perché i precedenti sono alti un palazzo – si sono 'amabilmente' scambiati le accuse peggiori.
Il problema più grosso, però, sarà il passaggio dai bocconi amari degli esponenti politici ai rospi da far ingoiare agli elettori. G.F.