I mastelliani si aggiudicano le elezioni provinciali nel Sannio e attaccano ad alzo zero il PD

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La sede della Provincia di Benevento
La sede della Provincia di Benevento

La netta vittoria alle elezioni per la Presidenza della Provincia – dove si insedia Nino Lombardi (leggi su IlVaglio.it) – ha avuto la prevedibile coda della conferenza stampa di giubilo del giorno dopo, tenuta dallo stato maggiore dell'armata mastelliana che ha sbaragliato il campo. Nulla di nuovo. Salvo qualche accenno polemico in chiave ancora una volta elettorale su un territorio più... ampio (le politiche), non disgiunto dalla vicenda territoriale. Tanto il leader Clemente Mastella che Raffaele Del Vecchio (Essere Democratici), così, hanno portato lo sfondo in primo piano: lo stop brusco al centrosinistra ed in particolare al Pd.

Del Vecchio gli ha fatto la morale in termini di alleanze, la qual cosa non desta sorprese. “Spero serva da lezione a qualcuno. Non si può continuare a immaginare un isolamento in nome di una autosufficienza perdente” (Ottopagine).

C'è un confine che è difficile individuare nell'odierna posizione dell'ex assessore e vicesindaco (del Pd) del decennale centrosinistra di governo a Benevento: quanto il ragionamento critico sia davvero separato dalle implicazioni del suo sostanziale cambio di casacca, intuito come una sorta di prolungamento, necessario ad una attività politica altrimenti destinata ad un sereno e meritato oblio, dopo la bruciante battura d'arresto delle sue ambizioni sindacali – proprio contro il suo attuale mentore Mastella - nel 2016.

Ha maggiori ragioni Mastella a mettere nel mirino il Pd, pure quello locale, del quale in maniera magari incauta ma efficace come messaggio alle sue truppe, addirittura richiede le dimissioni del neo-segretario Giovanni Cacciano, visti i margini della debacle alla Rocca: “Non ho mai visto che dopo una sconfitta così sonora i generali restino al loro posto senza dire ho sbagliato” (Ottopagine).

In fondo, Cacciano è davvero solo l'ultimo arrivato, e da poco tempo, non può essere il destinatario di tutte le colpe, ma neppure se ne può escludere il ruolo di "coimputato".

In realtà, e per finire, le impietose parole di Mastella fotografano il vuoto che Cacciano, come tanti altri prima e con lui, non ammetterà mai: anche se in una elezione di secondo livello, al Pd sannita manca, e manca da tempo, personale politico. Figure in grado di raggrumare consenso, di suscitare credibilità, e questo è tanto più vero perché testimoniato dalle ultime vicende d'urna non riservate solo agli eletti ma anche agli elettori.

I tanti indizi sparsi finora mai sono stati interpretati come una prova decisiva per correttivi da applicare. Ed ora si profila una ulteriore chiusura a testuggine sul nocciolo duro del partito perché si profilano le elezioni politiche...
G.F.