Giovani mastelliani crescono seguendo le orme del loro capo sulla via del tramonto

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La sala del Consiglio Comunale di Benevento
La sala del Consiglio Comunale di Benevento

Senza l'opposizione probabilmente non esisterebbe, mediaticamente, la maggioranza. O meglio, le figure meno... popolari di maggioranza. Così è sufficiente ad Angelo Miceli, oppositore di Città Aperta, preconizzare tempi bui per quelle progettualità che dovrebbero cambiare il volto di Benevento se l'esempio cui s'ispirassero fosse il Piano Periferie (leggi su IlVaglio.it), che un paio di consiglieri comunali mastelliani dal curriculum politico spesso un foglio di giornale e dall'attività evidentemente non proprio di primissimo piano colgono subito l'occasione per dare qualche segnale del loro impegno (leggi su IlVaglio.it).

Il contraddittorio, anche fortemente critico, e la polemica, magari dai toni forti ma circoscritti al tema in discussione, sono quasi il pane quotidiano sia degli organi di informazione che della vasta galassia 'social'. Ma davvero quel che emerge è lo sviluppo di argomentazioni per slogan e quel declinare superiorità stillando inutili ironie. Non sfuggono a ciò, appunto, anche Francesco Farese ed Italo Barbieri.

Se ne è parlato anche di recente (leggi su IlVaglio.it), è purtroppo un problema di deriva istituzionale che parte dal sindaco Mastella.

E' comprensibile che si accorra sempre in difesa del vincitore sgomitando per uscire dal gruppo, ma il recupero di un ruolo dialogante senza accusare vuoti d'identità culturale e politica è ciò che permetterebbe di distinguere i due modi di far politica: di chi è sul viale del tramonto e non si rassegna, di chi invece ha mezzi ed opportunità tali da lasciar intravedere un futuro e sembra voglia brillare solo di riflesso.