La gara a sottrarsi dalla elezione del presidente della Provincia di Benevento

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La sede della Provincia di Benevento
La sede della Provincia di Benevento

Accadrà, nel pieno dell'estate, che alla Rocca dei Rettori si insedi un nuovo presidente, mettendo fino all'interregno di Nino Lombardi, oggi solo un facente funzioni dopo essere subentrato, per note vicende, ad Antonio Di Maria. Accadrà pure che le candidature alla carica siano un problema burocratico da evadere scavallata la prima decina di luglio: senza dubbio alcuno e naturalmente sfruttando la brevissima catena di comando, l'insieme che fa capo al sindaco di Benevento, Mastella, ha proposto appunto Lombardi. Per quanto si stia parlando di inconsuete elezioni di secondo livello, cioè riservate ai rappresentanti delle istituzioni locali (sindaci e consiglieri comunali), la discesa in campo di Lombardi a tempo ben più che debito favorisce almeno il sembiante di una campagna elettorale – per ora ad una sola direzione.

Piuttosto, preme rilevare come eventuali competitori stiano ancora studiando al capezzale della Provincia, in attesa che la sconfitta maturi senza neppure lo straccio del contendere. Centrosinistra (campo largo?) e centrodestra (Fdi, Lega, FI), ovviamente ignari finora dell'esistenza di tale elezione, stanno consumando il consueto rito delle riunioni dove provano, fra risibili veti o ipocrite convergenze, a far combaciare poli uguali come fossero calamite impazzite. Naturalmente l'eventuale opporsi alla scelta sostenuta da Mastella non va scambiato per antimastellismo – guai a dire, qualche cuore virginale potrebbe insorgere -, ma certo non opporsi corre il rischio di essere scambiato per mastellismo.

Perché è qui il nodo: mentre i mastelliani dimostrano di conoscere i tempi della politica, i non-mastelliani (mai 'anti', e che cavolo...) dimostrano di conoscere le lungaggini della politica e l'arte di tessere con pazienza certosina tele che si strappano al primo soffio.

Sarà pur vero che la Provincia è meno appetibile (eppure una volta era parte di una esaltata filiera istituzionale), ma è altrettanto vero che le alternative (...alla fine ci saranno, e di regola rabberciate) paiono preda di un anonimato sconcertante, per cui la gara – che così è data per persa - è a sottrarsi piuttosto che proporsi.