La regola dei mastelliani al potere: Abbiamo sbagliato? Attacchiamo durissimamente chi ci critica

- Opinioni IlVaglio.it

Rimane, al fondo, pur sempre indigesto ad attori istituzionali importanti come Francesco De Pierro e Luigi Scarinzi l'esercizio del 'compito' democratico di opporre alle dubbie prassi di governo – quando vengono ritenute tali - alcuni elementi che ne confutino l'efficacia dell'azione (leggi su IlVaglio.it). Accade, con pervicace puntualità, ogni qual volta la maggioranza mastelliana incappa in un accidente, e – nel periodo – è la volta della delibera inerente il rinnovo della convenzione del servizio idrico, messa in forse da un parere dei revisori dei conti di palazzo Mosti e che ha dettato una clamorosa retromarcia del presidente del consiglio comunale Renato Parente, costretto a rinviare una seduta già posta in calendario per una comoda approvazione del provvedimento in favore di Gesesa.

La litania è consueta: 'sciacallaggio politico' la formula, catastrofiche le (eventuali) conseguenze dello stallo. Ancora una volta, e purtroppo (per i cittadini ed i chi li ha votati) come sempre, siamo allo 'strillo' senza spiegazione alcuna, nel tentativo, al solito fallace, di silenziare con l'alzata di voce (lo scritto di una nota stampa) una inadempienza o una disattenzione propria o come diavolo si intende chiamare il passo falso compiuto. I fatti, nello loro modesta semplicità, raccontano di un dietro-front licenziato con una anodina nota stampa di Parente (leggi su IlVaglio.it) rispetto ad un provvedimento che si intendeva far votare in consiglio e che, infine, è risultato macchiato da un vizio quantomeno di forma, il quale ne ha imposto il ritiro. L'eventuale errore della maggioranza, del sindaco, della sua giunta, del presidente del consiglio, dei tecnici comunali diventa vituperio per chi legge criticamente siffatto, tortuoso iter.

Vecchia storia: De Pierro e Scarinzi fanno in modo che si guardi al dito, sperando si ignori la luna.