De Vincentiis ricorda in un libro Don Emilio Matarazzo

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Nico De Vincentiis
Nico De Vincentiis

Comunica Rete Campus: Dalla esplosione della guerra in Ucraina alle 170 guerre che sono in atto nel mondo, a quelle striscianti che ogni giorno toccano anche le piccole comunità in cui non si riesce a condividere e guardare avanti insieme. Non c’è dubbio che la “manutenzione” di certi valori, la pace su tutti, stia mancando da tempo con le conseguenze di cui ci accorgiamo magari solo oggi perché è esplosa una guerra non lontana da noi.

Nel suo ultimo libro, “La Pace preventiva” (Campus Edizioni, 127 pagine), Nico De Vincentiis afferma che “la pace non è la fine di una guerra ma l’unico modo per evitarla. Si fanno invece ancora guerre di anticipo, per prevenire gli attacchi degli altri, assicurarsi conquiste o vantaggi. Anche nella quotidianità si reagisce anche prima che qualcuno agisca nei nostri confronti per difendere con i denti il nostro livello di esistenza. Ci accorgiamo all’improvviso di avere messo da parte la necessità di costruire una “pace preventiva”, con percorsi comuni e responsabili, di ispirare e suggerire rapporti sinceri e produttivi per le società sconvolte dalla competizione totale che lascia sul terreno ferite e rancori”.

Nell’attuale cornice culturale e sociologica, globale e locale, l’autore racconta del sogno di don Emilio Matarazzo, sacerdote visionario e profetico (da accostare a grandi testimoni della pace come La Pira e don Tonino Bello), realizzatosi nella costruzione del centro di spiritualità e cultura “La Pace”. Una storia affascinante, una costruzione difficile, un cammino plurale e interculturale, ma soprattutto un “cantiere” in cui ancora oggi s’incrociano vite, ideali, entusiasmi e passioni, dove si lavora per coinvolgere generazioni e fedi diverse, attitudini parallele ma convergenti sulle strade del bene di tutti. Il libro ricorda le fasi salienti della vita di don Emilio (era nato a Foglianise nel 1928, morì a Benevento nel 1978) che fu anche docente illuminato. Le sue idee chiare e una volontà energica, decisa e costruttiva, si coniugavano con una mentalità aperta che gli consentiva di cogliere le necessità del tempo, di indignarsi contro le ingiustizie e di entusiasmarsi per il bene. Fu parroco di Pontelandolfo dove applicò la sua testimonianza evangelica in azioni pastorali e in battaglie di civiltà contro le ingiustizie e i pregiudizi (ristabilì per le fasce più povere la “democrazia” dei funerali), mentre a Benevento, dove la Curia non gli assegnò altre parrocchie nonostante il suo desiderio di servizio pastorale, visse per anni in una baracca per solidarietà con le famiglie alluvionate. Spese però tutta la sua vita per ideare e costruire il suo Centro sulla collina delle Guardie e spiegarne le ragioni, in tempi difficili per la società (erano gli anni del terrorismo) e per la Chiesa alle prese con il faticoso cammino conciliare. Ai pacifisti improbabili di oggi, secondo Nico De Vincentiis, questo racconto esaltante, che fece irruzione all’interno della storia della città di Benevento tra gli anni ’60 e ‘70, può insegnare molto e indicare dove possano e debbano insediarsi i germi della vera pace e di un nuovo impegno pacifista realistico ed efficace.

La prefazione del libro è dell’arcivescovo Felice Accrocca. Il ricavato delle vendite sarà interamente devoluto a sostegno delle opere promosse dal centro “La Pace”.

Nico De Vincentiis ha scritto: “I cattolici e la città” (1990); “Missione Concilio” (2000); “9 a 5 - Ho ristabilito le distanze con mio figlio alla playstation” (2009). “Siamo lieti di annunciare…” (2013); “Il signor Incas” (2017); “Condominio Benevento” (2018); “In cammino tra le parole” (2019); “Se ci pensi” (2020); “Nei cantieri dell’Arca” (2020).

Per il Teatro ha composto: “Il diritto alla disperazione (testi e musica – 1973); “Molto più in alto del giorno” (1975); “S…Veglia” (rappresentazione multimediale per il festival “Città Spettacolo” del 1998).