A dieci giorni dall'annunciato disimpegno, Vigorito ci ha ripensato e resterà alla guida del Benevento calcio

- Opinioni IlVaglio.it

Poco più di un quarto d'ora televisivo si è rivelato sufficiente per programmare l'intero palinsesto della prossima stagione. Dallo schermo di Ottochannel il presidente del Benevento calcio, Oreste Vigorito, ha affrontato i nodi del momento, e li ha sciolti: nessun disimpegno dalla società, l'emozione continua – per restare a una sua citazione d'origine.

Qualche stoccata alla frangia di tifosi insofferente, alla politica, alla stampa, senza toni aspri ma col desiderio di chiarire e di chiarezza. C'entrano gli striscioni, dunque, c'entrano i ritardi amministrativi e la querelle legale sulle spese sostenute nell'impianto in Santa Colomba, c'entra anche qualche domanda malandrina in sede inopportuna che avrebbe dato luogo a fraintendimento: ecco, a dire di Vigorito, il substrato della decisione in prima battuta d'alleggerire della sua presenza il panorama calcistico beneventano.

Il fiume carsico della politica e la piena fluviale sulla curva hanno svolto un lavoro ai fianchi dell'amarezza presidenziale. Quindi, di certo c'è questa buona notizia. Senza Vigorito, lo sanno pure i sassi del Calore, la società giallorossa avrebbe optato per la canna del gas; con Vigorito è garantita la categoria, la solidità economica, la costante ricerca di una squadra che, almeno sulla carta, sia degna protagonista.

Tutto ciò avrebbe una contropartita: la partecipazione popolare, che – ha promesso il presidente – potrà contare anche su agevolazioni nella prossima campagna abbonamenti. Diciamo pure che in cuor suo auspica davvero un ravvivarsi dell'interesse ambientale, sia in termini politico/amministrativi che di pubblico.

In quest'ultimo caso, però, da persona accorta qual è, non potrà non aver riflettuto su un elemento: talvolta, in stagione, la squadra non ha divertito. E ciò indipendentemente dal risultato.

Il calcio è passione, vero, sofferenza, ma anche gioia e piacere, e quando il tasso dello 'spettacolo' cala è più difficile tenere avvinto l'interesse dello spettatore: il lato oscuro del campionato alle spalle è dunque la zavorra da cui liberarsi.

Non è questione di uomini – che il presidente sceglie come suo ovvio diritto – ma di mentalità: se è giusto che i tifosi non s'arrendano, è altrettanto giusto che la squadra non sia arrendevole.