Vigorito è andato da Mastella. Il sindaco ha fatto sapere che il Benevento sarà iscritto al prossimo campionato di Serie B

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Oreste Vigorito
Oreste Vigorito

La montagna d'ansia calcistica ha partorito un topolino politico. Il risultato, secondo quanto riferito dal sindaco di Benevento Mastella, è l'assicurazione del presidente Vigorito a iscrivere il Benevento calcio in serie B – il che per il momento esclude che una qual certa patata bollente (la consegna del titolo) finisca fra le mani del primo cittadino col rischio di ustionarlo.

Tutto qui, ed è tanto, stante quella volontà riluttante della quale ancora si legge sul sito ufficiale della società giallorossa. Tutto qui, ed è poco, perché il groviglio che ha dettato lo sconforto del massimo dirigente non si è affatto sciolto.

Lo stesso sindaco, infatti, quanto a ciò che accadrà nel prosieguo, non ha potuto dire altro che il futuro è frutto solo delle decisioni del presidente: “Penserà lui a ciò che intende fare”. Ed è esattamente quello che, incontro o non incontro, costituiva una ovvia certezza.

Piuttosto, il sindaco ha tenuto anche a precisare che i due si rivedranno: “Determinate questioni è meglio che vengano affrontate di persona da me e da lui”, ha scritto Ottopagine riportando il pensiero del primo cittadino. Come a significare che, in quell'inestricabile segreto di motivazioni sorto dal banale innesco di uno striscione (assurto a una sorta di 'Gavrilo Princip' del Sannio pallonaro), calcio e politica hanno qualcosa da dirsi e magari chiarirsi – si pensi giusto per un momento alla questione stadio, che la Giunta Comunale di Benevento di marca ceppalonese cerca di scaricare, ben dimentico di governare da sei anni, da un tempo cioè che fa impallidire il ricordo di qualsiasi retaggio del passato.

Più che l'amarezza, insomma, è l'economia la chiave interpretativa dello stallo, e Mastella non vuole vedere spegnersi il cerino fra le mani dovesse Vigorito sostenere, alfine, che non è per l'insostenibile spesa che ha minacciato di andare via – perché all'offesa venuta dall'ingratitudine umana è difficile prestar fede.