"Dad e Consiglio di Stato: nessuna ragione a Mastella. Scelte sbagliate"

- Politica Istituzioni IlVaglio.it
Giovanna Megna (Civico 22)
Giovanna Megna (Civico 22)

"Ballare sulle ceneri che la chiusura delle scuole ha comportato, significa davvero non avere alcun contatto con la realtà": è l'inizio della nota diffusa alla stampa dalla consigliera comunale di Civico 22 Giovanna Megna, con riferimento al recente pronunciamento del Consiglio di Stato che, ribaltando la decisione del Tar, dà ragione al presidente della giunta regionale De Luca in merito alla sua decisione di prolungare la didattica a distanza, nelle scuole della Campania, nonostante il Governo all'epoca avesse deciso diversamente. Una decisione alla quale, in scia, s'è registrato un commento 'social' del sindaco di Benevento, Mastella: "Fui attaccato in maniera strumentale, così come avvenne con De Luca, da parte di un gruppo di persone che minacciarono di denunciarmi per avere io chiuso le scuole in presenza del ritorno prepotente del covid. Persone, con chiara ispirazione politica, tese a screditarmi. Ci furono comitati e comitatini. Manifestazioni davanti alla prefettura. Che amarezza per me, che volevo solo salvaguardare la salute dei bambini. Fui denunciato. Incredibile. Ora la sentenza del Consiglio di Stato a favore di De Luca e di tutti noi sancisce che avevo ragione...”.

"Facciamo immediatamente chiarezza - prosegue Megna -: il Consiglio di Stato NON ha dato ragione al Sindaco, perché il giudizio non aveva certo ad oggetto la sua ordinanza, né tantomeno c’azzecca nulla con le decisioni prese a Benevento lo scorso Natale. Sarebbe cosa buona e giusta leggere prima le sentenze, in modo da evitare di prendere abbagli: la pronuncia riguarda decisioni prese dalla Regione nel 2020 e dice espressamente che occorre collocare la valutazione giuridica delle ordinanze nel loro effettivo e proprio contesto cronologico, così che non può non considerarsi per il PRIMO ANNO della pandemia, la assoluta novità e l’inusitata gravità di questa emergenza globale.

Tra l’altro la normativa nazionale all’epoca era completamente diversa, ma non sono certo questi tecnicismi ad interessare. Il disastro è sotto gli occhi di tutti: lo dice l’OMS, lo grida l’Unicef, mentre l’ultimo allarme sulla possibile cronicizzazione dei disturbi mentali è dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Proprio di recente, infatti, è stato pubblicato lo studio “Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi” che forse il Sindaco, impegnato in questioni per lui più urgenti, non ha avuto ancora modo di leggere. Peccato, perché si dice chiaramente che i provvedimenti, su base locale, di apertura e chiusura “a singhiozzo” di classi o intere scuole - in base a disposizioni regionali come quelle della Regione Campania - hanno costituito un fattore di rischio per la salute mentale. Basterebbe in realtà ascoltare le famiglie, i docenti, i pediatri e chiunque stia toccando con mano gli enormi problemi che bambini e ragazzi manifestano: dalla difficoltà di attenzione, disturbi alimentari e di socializzazione, uso distorto del digitale, per non parlare dell’impatto tremendo su categorie già fragili per disabilità o contesti familiari. Si annunciano progetti contro la dispersione, che ancora non abbiamo visto, titoli di giubilo per la Regione che - adesso – stanzierebbe fondi per la salute mentale dei ragazzi, cercando di mettere una pezza al buco, ignorando totalmente quanto l’intervento doveva essere più che tempestivo.

Nel frattempo, chi si è attivato da subito coinvolgendo centinaia di ragazzi in percorsi educativi personalizzati, continua a lavorare, senza però riuscire a gioire pienamente per i risultati: resta l’amarezza di scelte che, in modo più che evidente, si sono dimostrate nei fatti completamente sbagliate".