Al Benevento quest’anno è mancato il “quid”: bisogna cambiare registro, a cominciare dagli atteggiamenti

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Qualche anno fa un imprenditore prestatosi alla politica e un politico al tempo stesso imprenditore con cospicui interessi, richiesto d'una indicazione sull'eventuale successione nel ruolo di potere e comando che ricopriva, ebbe a dire del presunto candidato, bruciandolo in via definitiva, che era privo del 'quid'.
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Ed eccolo descrivere, con preveggenza insospettabile, la stagione calcistica del Benevento 2021/2022. Sulla quale è appunto inutile arrovellarsi: è venuto meno il 'quid', inteso come 'mancanza' impalpabile e pesante, di difficile individuazione eppure fin troppo presente. Quella scintilla mai scoccata, insomma, nelle competenze del direttore sportivo e del settore tecnico, negli atteggiamenti in campo e negli spogliatoi della squadra. Infine, e soprattutto, nel cuore dei tifosi, una piega raddrizzata giusto per amore di play/off ma senza l'innata convinzione di una fiducia davvero ben riposta.
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Dunque, eccola qui l'annata agonistica dei giallorossi: senza il 'quid' pur avendo le carte in regola nel profilo dell'organico. E' mancata la corrispondenza fra il valore oggettivo e la resa in campo, in una stagione che – secondo il costume americano applicato allo sport – va considerata, ed è, vincente... ma col retrogusto amaro perché a conti fatti al di sotto delle potenzialità della squadra. Lacunosamente espresse con queste guide dirigenziali e tecniche.
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Ora: non interessano discorsi da bar, ma neppure vanno negati inviti a riflessioni. Una cosa è certa: l'intero anno cadetto è nella fotografia, sempre la stessa, a ogni maledetta partita (sia vinta che pareggiata o persa), del volto dell'allenatore Fabio Caserta: uguale a sé stesso, triste nell'espressione, nel disegno dei tratti, nelle 'pose'. Un annuncio mesto, costante. Culminato in modo naturale nel de profundis a Pisa. Chissà che non si renda necessario ripartire da ciò che è semplice. Da un sorriso, da lineamenti distesi: dietro la scrivania, sulla panchina, nello spogliatoio, in campo.