Sarà difficile ricostruire a Benevento, dopo il mastellismo: anche la società del rugby appiattita su una parte politica

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L'impianto sportivo comunale della Pacevecchia
L'impianto sportivo comunale della Pacevecchia

Un esplicito coinvolgimento dello sport nella locale e misera scena politica lo ha offerto, nel dibattito fra maggioranza e opposizione in tema di gestione degli impianti sportivi cittadini, la improvvida nota affidata alla stampa da parte dell'US Rugby Benevento. La società di via Pacevecchia ha provato un placcaggio piuttosto duro (leggi su IlVaglio.it), ritenendosi tirata in ballo da un “attacco immotivato” del Pd cittadino, cui peraltro in precedenza aveva replicato l'assessore comunale Cappa (leggi su IlVaglio.it). Ma i rugbisti biancazzurri, coinvolti in una querelle in cui meglio sarebbe stato non essere accomunati, hanno inteso giocare un loro personale 'terzo tempo', condito da una serie di elementari, talora anche condivisibili, motivazioni sull'impatto della pandemia nei destini economici delle società sportive. Tutte queste, però, non solo la loro.

Quanto esplicitato con insolito livore e (presunti) retroscena svelati non fornisce comunque un sostegno alla credibilità della denuncia del sodalizio della Pacevecchia. Si staglia pur sempre, al fondo, un peccato originale mai sufficientemente evidenziato (leggi su Il Vaglio.it), ovvero il comune sentire fra l'attuale presidente della società della pallovale cittadina, Rosario Palumbo, e l'amministrazione mastelliana di governo della città, essendo il primo candidatosi con la lista “Meglio Noi” a sostegno del leader ceppalonese e che ha espresso l'assessore comunale Attilio Cappa, lo stesso che difende il comportamento del Comune e che è a sua volta supportato dal comportamento mediatico della società sportiva.

Dal momento che, inoltre, qui del Pd cittadino poco cale (ha avuto responsabilità di governo in passato, ma a lungo, non è esente da errori), giova solo ricordare che ci sono stati momenti in cui la 'povera' e 'impoverita' dalla pandemia società di rugby ha pagato canoni di gestione dell'impianto - ora intitolato ad un Alfredo Dell'Oste che, per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, non si sarebbe di certo lanciato in simile zuffa - pari a 54,65 euro al mese (leggi su IlVaglio.it), e ben poco si comprende il dato dell'eccezionalità che tale società s'arroga (il suo lavoro è pari a quello delle altre realtà presenti sul territorio).

Piuttosto: senza alcun fischio arbitrale, il Rugby Benevento ha inteso dare vita a una mischia in cui ha fatto convergere politica e sport, ma il mediano che è nei cuori e nella memoria il pallone pizzuto lo avrebbe mandato in tribuna, rinunciando nell'immediato a una fase di attacco opaca, quale ancora è – oggi – la regolamentazione della gestione degli impianti sportivi cittadini.

La mistica del rugby cittadino, insomma, annega nella prevedibilità di un appiattimento sulle presunte ragioni della politica di parte e, dunque, della perdita di indipendenza: una sconfitta per lo sport.
G.F.