I suicidi e qual che si fa (fingendo di non farlo) per avere qualche click o qualche copia venduta in più

- Cronaca IlVaglio.it

La notizia di cronaca (grigia?) del giorno sui media sanniti (o, meglio, del buio della notte della ragione) è la scomparsa prematura di una giovane donna e mamma in un piccolo centro della provincia, dramma e tragedia alla luce della ipotesi fatta filtrare dagli investigatori, quell'espressione – come sempre pudica... - che promuove all'uso del suicidio nel titolo e nei contenuti. Nel Sannio, sostanzialmente, non succede nulla: la politica è affidata a figure di secondo piano, la giustizia da tribunale è sempre rimandata ad una prossima udienza, il lavoro delle forze dell'ordine è talmente alacre da non scongiurare la ripetitività di eventi per quanto spesso minimi.

Insomma nel Sannio, dove il contesto è reso dal quotidiano testo, la 'smarginatura' a siffatta normalità sotto forma di “improvvisa rivelazione e conoscenza del mondo” si rivela degna dell'attenzione in fondo morbosa, e pietistica, che – infine – ne esalti il racconto solo perché fuori da certi prefissati schemi.

E va così, con il fatto sbattuto in faccia al lettore, con le elucubrazioni di prammatica celate dietro il velo della compunta partecipazione (ma ovviamente non è affatto così: tanti presunti cronisti venderebbero la madre al diavolo per di ricavare un click o una copia in più), con una ricostruzione fintamente disinteressata e invece precisa fino al particolare. Per la serie che le vite degli altri (da sé) sono mediaticamente più funzionali al proprio ego giornalistico rispetto alle lacrime e all'inestinguibile dolore.