Concessione alla Gesesa - Le eventuali proroghe sono decise solo dagli Ambiti di governo territoriale

- Opinioni di Pompeo Nuzzolo

Sulla proroga della concessione del servizio idrico alla Gesesa il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha rilevato che "evocare presunte responsabilità dei Consiglieri Comunali appare temerario ed ingiusto" il provvedimento è perfettamente lecito; ai sensi della normativa contenuta nella legge regionale e nel decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006.

Credo, sia ragionevole altrettanto informare i cittadini sullo stato dell’arte delle proroghe alle concessioni di servizi pubblici. La regione Emilia-Romagna, con propria legge, ha prorogato la concessione del servizio idrico ai concessionari titolari del servizio. Il
ministro Cingolani, in risposta a una interpellanza presentata, ha confermato che la legge regionale è in contrasto con la legislazione nazionale in materia, nello specifico con il Codice ambientale il quale dispone che gli affidamenti e le eventuali proroghe vengono decise dagli Ambiti di governo territoriale e non per legge regionale, e, contestualmente, ha comunicato di aver già inviato tale orientamento al Consiglio dei Ministri perché discuta e decida sulla possibilità di impugnare la legge regionale davanti alla Corte Costituzionale.

Per correttezza, ammetto di non aver fatta alcuna ricerca sull’esito dell’impugnativa, ma ritengo opportuno portare a conoscenza della città di Benevento questo episodio che indica che la competenza delle proroghe, per legge nazionale, affida agli ambiti di governo territoriale regionali anche le proroghe, salva diversa indicazione della Corte Costituzionale, sempre che sia stato confermato il ricorso alla Consulta da parte del Consiglio dei ministri.

Per rendere più sereno il dibattito, vi racconto ciò che mi è accaduto sull’interruzione del servizio pubblico. A seguito del concorso di segretario generale, il cui bando era stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, mi recai al Comune che mi era stato assegnato, Riposto, il paese di Franco Battiato. Appena giunto, il sindaco, allarmato, mi comunicò che l’Enel aveva staccato la corrente e che per riprendere i servizi pubblici avrebbe investito del problema tutte le maggiori autorità istituzionali e politiche.

Gli dissi che non c’era bisogno, bastava solo ordinare al gestore di riallacciare la corrente perché l’interruzione del servizio pubblico è un illecito. Il Comune non pagava le bollette da molto tempo. Il sindaco inviò il fax che ordinava la ripresa del servizio e l'ottenne. Gli dissi anche però che l’indomani, cosa che avvenne, ci saremmo trovati nella stessa situazione perché sicuramente l’Enel avrebbe, attraverso dei bypass, ridata la corrente allo stato civile, ma non alla ragioneria perché mentre il primo era servizio pubblico la ragioneria no. L’episodio, qui raccontato come un "nanetto di Frassica" (un aneddoto), non è un’ invenzione ma un fatto reale.