La dura realtà della guerra, la pace evocata e Orsini che scrive “Gramsci, grande vergogna del genere umano”

- Opinioni di Carlo Panella

Stamattina, ho incontrato mio nipote Giovanni. Parlando del più e del meno, mi ha letto (relativamente al meno…) un post su Facebook di Alessandro Orsini del novembre 2018 che però è diventato virale nelle scorse ore. Il docente dell’università privata Luiss è assurto da due mesi agli onori della cronaca nazionale per le sue posizioni anti Nato e antiamericane, a proposito dell’invasione dell’Ucraina perpetrata dalla Russia che sta causando agli aggrediti enormi rovine e tantissimi lutti.

Orsini il 9 novembre 2018 scrisse sulla sua pagina Facebook questo post contro Antonio Gramsci, raffinato intellettuale sardo, martire antifascista e fondatore del Partito Comunista Italiano. Lo riporto qui integralmente:
Vi è questa idea orrenda, molto diffusa soprattutto nelle facoltà umanistiche, secondo cui un professore universitario dovrebbe scegliere una parte politica, quando non addirittura un'ideologia, e dialogare soltanto con coloro che rappresentano quella parte. Il professore di sinistra dovrebbe partecipare alle iniziative dei partiti di sinistra e rifiutare gli inviti alle conferenze di Forza Italia e viceversa. Il professore laico non dovrebbe partecipare alle tavole rotonde organizzate all'interno delle chiese cattoliche e il professore marxista non dovrebbe mettere piede nelle sedi della Confindustria.
Perché non è coerente. A me non interessa essere coerente.
Mi interessa essere libero.
Quali danni alla libertà degli uomini è riuscito a causare quell'orrenda mente pedagogica di Gramsci.
Gramsci, questa grande vergogna del genere umano.
Gramsci, questo storpio cervello liberticida.
Gramsci, questo demente della libertà.
Gramsci, questa nauseante immondizia pedagogica.
È meglio non essere niente che sentirsi tutto al servizio di qualcuno.
Amo gli indifferenti molto più dei militanti di partito, di cui le università italiane abbondano”.
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Ho avuto chiaro l’agire di Orsini dopo averlo ascoltato la prima volta, durante una trasmissione TV de “La7”. È stata la prima di tantissime altre sue apparizioni in TV che hanno provocato vasta indignazione. Ma ha trovato anche consenso, pure in ambienti di una certa sinistra, quella dei né con Putin, né con Zelensky, quella del contro la Nato e contro gli Usa a prescindere. Quella contro il sostegno alla resistenza armata degli ucraini e che vaneggia di una pace dietro l’angolo, ma non perseguita; di negoziati possibili ma non praticati per colpa degli Usa e della Nato (ovviamente) e dell’Europa occidentale loro suddita.
I fatti dicono altro e cioè che Putin non vuole alcun negoziato e non vuol arrestare l’invasione. Di fermarsi, almeno per un cessate il fuoco, al presidente russo l’hanno chiesto più volte e inutilmente il presidente francese e altre cancellerie europee; glielo ha chiesto il segretario dell’Onu (ricevendo in replica delle bombe, mentre era a Kiev appena giuntovi da Mosca); e anche Papa Francesco, quest’ultimo nemmeno degnato di una risposta.
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Avendolo ascoltato e valutato in questi due mesi, mi ha indignato ma non mi ha sorpreso il post dell’Orsini su Gramsci al quale ha indirizzato termini come “demente della libertà”, “nauseante immondizia”, “grande vergogna del genere umano”, “storpio cervello liberticida”.

Fanno invece molta tristezza più che rabbia, alcuni corifei:
quelli che - prescindendo da ciò che di devastante patisce il popolo ucraino - dicono che vogliono la pace, come ci fosse la possibilità di scelta, come se quelli che aiutano la resistenza armata ucraina lo facciano perché preferiscono la guerra;

i troppi sinistri che ardimentosi hanno seguito come con un pifferaio “le analisi dotte” del docente Luiss; che lo hanno pure presentato come una vittima della censura in Italia alla libera manifestazione del pensiero, mentre da due mesi lo si ritrova quasi quotidianamente a esprimersi in varie televisioni;

i tanti tra questi, in buona fede, che smarriti e impauriti evocano la pace, senza indicare come sia possibile raggiungerla dato che Putin, che ha scatenato e vuole continuare la guerra, di fermarsi e di negoziare non vuol saperne minimamente;

i molti che ipocritamente dicono di non dover aiutare con le armi, dall’Italia e dal mondo, la resistenza degli aggrediti (“perché così si prolunga il conflitto”); ma non hanno nemmeno il conseguente coraggio di aggiungere (forse per comprensibile vergogna) che gli ucraini quindi dovrebbero accettare la resa e la sottomissione allo straniero perché in tal modo la guerra cesserebbe.
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L’ineffabile Orsini, dunque, in quel suo florilegio su Gramsci, nel novembre 2018 ha scritto su Fb e pubblicato: “Quali danni alla libertà degli uomini è riuscito a causare quell’orrenda mente pedagogica di Gramsci”.
Il pubblico ministero fascista Michele Ingrò durante il ‘‘processo’’ del maggio 1928 che condannò l’intellettuale a 20 anni di carcere disse: “Bisogna impedire al cervello di Gramsci di funzionare per almeno vent’anni”. Il condannato ne poté scontare solo 8, perché prima morì, a seguito della dura detenzione.

In ultimo. Ogni settimana Orsini, esprime questo suo portato politico e culturale anche nella trasmissione condotta dalla figlia di un altro segretario generale sardo del fu PCI. O tempora o mores! disse Cicerone. Dalle nostre parti, dato anche il contesto, questa lucuzione latina in dialetto si può tradurre anche così: “Stamo troppo a malo munno”…