Caserta sì, Caserta no… la chance è finita? Va cambiato il trainer del Benevento in caduta libera? Ah, saperlo…

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Il presidente del Benevento Calcio Oreste Vigorito
Il presidente del Benevento Calcio Oreste Vigorito

Tra i tifosi del Benevento calcio, e chissà se tra i vertici della società, dopo la nuova, sconfortante prestazione della squadra giallorossa a Monza, si parla della necessità di sostituire o meno l’allenatore Fabio Caserta. C’è da disputare solo l’ultima gara della stagione regolare, ma subito dopo s’avvierà il torneo di spareggio (all’inglese, playoff) per rimediare il terzo posto utile per la promozione in Serie A, dopo che quella diretta è stata buttata incredibilmente alle ortiche, con 3 gare perse nelle ultime 4 (Cosenza, Ternana, Monza) e una vinta, ma solo contro il fanalino di coda Pordenone già retrocesso.

A esser precisi, la crisi conclamata dei sanniti va datata una settimana prima, al 10 aprile, con la vittoria non proprio meritatissima contro il modestissimo Vicenza, per un tempo in 10 uomini. La puntualizzazione temporale sottolinea come già non abbia pagato la mancata sostituzione del trainer, sul presupposto che, a metà aprile, ormai si era alla fine del campionato. Non abbiamo la controprova, ma è certo come aver insistito non abbia pagato.

Ora i playoff sono un altro torneo nel quale si comincia daccapo. Allo stato non si sa se il Benevento dovrà ricominciare dalla gara unica preliminare il 13 o 14 maggio o se - riuscendo a vincere almeno con la già salva Spal venerdì sera, e girando ancora tutto favore dei sanniti, (così come inutilmente hanno girato le cose nelle ultime due giornate passate) - ripartirà dalle semifinali in doppia gara il 17 o 18 maggio, con ritorno il 21 o 22 maggio.

Francamente, non è facile indossare i panni del proprietario presidente Oreste Vigorito, scegliendo un traghettatore capace di compiere il miracolo di svegliare “i belli addormentati”, mostratisi senza grinta e senza qualità in questa fine stagione, o immaginare che questo risveglio per mano altrui sia impossibile in così poco tempo e che quindi convenga sperare che Caserta riesca in extremis a compiere l’impresa.

L’unica cosa che ci sentiamo di poter dire è che, se dovesse restare, l’allenatore attuale non si ostini a puntare su calciatori chiaramente spompati e metta in campo, se non idee e schemi di gioco (che sicuramente non si ha più il tempo di proporre e praticare), almeno uomini che abbiano energie da spendere e il massimo della disponibilità a farlo. C.P.