La lunga serie di progetti con i fondi del PNRR, il possibile nuovo volto di Benevento e le polemiche

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L'eco suscitata dal Consiglio comunale di Benevento sul PNRR (29 aprile) s'è spenta alle luce delle dietrologie possibili sull'assenza del sindaco Clemente Mastella e dunque una seduta necessariamente in presenza con tanto di benservito al 'futuro remoto', e dei titoli del giorno dopo, con la minoranza zittita – secondo l'ex capogruppo della minoranza antimastelliana del 2016, l'attuale vicesindaco mastelliano Francesco De Pierro – e una lunga elencazione di progetti che cambieranno di certo il volto della città di Benevento. Tutto grazie al pacco di milioni europei e nazionali come se piovesse, di 'ripresa e resilienza' tarati sull'economia impoverita dalla crisi pandemica e sul senso di colpa per centinaia di migliaia di vittime.

Gli oltre 20 progetti partoriti dal Comune di Benevento, che ha avvertito la tradizionale necessità di pescare nel mondo intellettuale universitario quegli esperti (quasi di 'area', si direbbe) riuniti in cabina di regia, sono stati illustrati in modo fluviale dal facondo vicesindaco e tradotti in linee essenziali sull'informazione di commento: scuole, riqualificazione urbana, sport, cultura, un hub ferroviario, le idee dell'Asia. Eccetera.
Se ne parlerà con un fondo di concretezza alle prime pietre, come è ovvio.

S'avanzano, sommesse, solo un paio di considerazioni. Tralasciando qualche volo pindarico, alcune soluzioni escogitate avrebbero potuto essere oggetto di un'amministrazione non necessariamente emergenziale, come in fondo il PNRR sollecita, ma con tale scusa vengono sottratte a una altrettanto normale incapacità amministrativa protrattasi in questo tempo ceppalonese di dissesto.

Il nodo politico vero delle elezioni comunali dello scorso autunno, quindi la distesa spiegata dell'armata elettorale del sindaco uscente, è tutto qui: nella gestione di un patrimonio che traduca l'abbondante riserva finanziaria messa (da altri) a disposizione nella ratifica di un primato amministrativo, di un consenso duraturo, di un riconoscimento imperituro alla figura del conducator e alle sue controfigure.