Quel che fa sorridere e quel che è indigesto nella nomina del direttore artistico per gli spettacoli del Comune di Benevento

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Il Teatro Comunale di Benevento chiuso dal 2012
Il Teatro Comunale di Benevento chiuso dal 2012

Ora che tutto s’è compiuto per almeno tre anni, vale la pena fare un passo indietro sulla nomina di Renato Giordano a plenipotenziario artistico di tutto ciò che di ‘spettacolare’ l’amministrazione comunale di Benevento, a guida Mastella, metterà in cantiere. Per segnalare, almeno, un paio di piccole curiosità. Intanto, l’esito numerico dell’esame di idoneità del candidato Giordano, davvero l’unico ad aver prodotto domanda. Ebbene la Commissione di Valutazione - il presidente Riccardo Feola (segretario comunale a palazzo Mosti), i membri Gennaro Santamaria e Alessandro Verdicchio (dirigenti comunali) e una (incolpevole) segretaria verbalizzante - alla fine si è espressa con una sorta di comprensibile pudore.

Il compito era improbo, ma è piuttosto probabile che a nessun osservatore esterno sia venuto in mente, anche di striscio, che l’unico aspirante potesse essere bocciato: l’idoneità, però, con bello (e comprensibile) stile non è stata… piena, Giordano essendo stato promosso con 37/40. Una bella soddisfazione, non c’è che dire, ma non il ‘top’ – giusto uno spazio di manovra lasciato all’immaginazione di una selezione vera e propria…
Questo l’aspetto per così dire ludico.

Poi eccone un altro, meno incline a far sorridere ironicamente e posto in bella mostra sin dal principio di quest’avventura, nell’articolo 7 della procedura comparativa alla base del conferimento dell’incarico “esterno di alto contenuto professionale”. Un articolo che, senza le drammatiche velleità dell’epoca passata (ma mai sepolta, purtroppo), crea un clima grottesco nel far ripiombare la città di Benevento, grazie alla sindacatura Mastella, ai tempi del MinCulPop per l’evidente (è nero su bianco) opera di controllo e propaganda su un settore, quello artistico/culturale, che dell’autonomia e più in generale, del ‘genio’ e dunque della libertà fa la sua cifra essenziale.

Di qui non si può che leggere con un bel po’ di fastidio, a dir poco, di una procedura di selezione (quella che ha condotto a Renato Giordano) in cui si ritiene che “il Direttore artistico sia espressione della volontà politica e di governo dell’Ente (il Comune di Benevento, NDR), ai fini dell’aderenza agli indirizzi nei settori dello spettacolo e delle manifestazioni artistiche”. Almeno viene squarciato qualsiasi velo di pietosa ipocrisia.