Benevento - A seguito del dissesto dichiarato dal Comune, tutti i soldi derivanti dal riscatto delle proprietà andranno solo a pagare i debiti

- Opinioni di Pompeo Nuzzolo
Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento
Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento

Da più di un decennio, ho sempre scritto, per motivi diversi, a favore della trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà. Prima di tutto, per la regolarizzazione delle vendite immobiliari e, poi, per il ricavo non indifferente proveniente dalle vendite dei diritti. Sulla stampa locale è stato scritto che le famiglie interessate a Benevento sono circa 2.000, per cui il ricavo potrebbe avvicinarsi ai 10 milioni di euro. Il calcolo è approssimativo, avendo assunto, come suoi elementi, i potenziali richiedenti, come indicati dalla stampa, e il limite massimo in 5.000 euro (prefissati dall’ex art.31, commi 45-50 della legge448/1998, a seguito delle modifiche introdotte dall’art 22 bis del dl 77/21, convertito dalla legge n.108/2021).

Il riscatto del diritto di superficie e l’affrancazione dai vincoli convenzionali è stato consentito da una normativa di vecchia data. Il legislatore ha posto dei limiti al costo di riscatto (5.000 € per unità abitativa fino 125 mq e 10.000 per superficie superiori), mentre rimane vigente la normativa sull’uso delle somme incassate.

Tuttavia, il Comune di Benevento, avendo dichiarato nel 2017 il dissesto finanziario, si trova di fronte a ulteriori vincoli sulle nuove risorse.

L’altro aspetto positivo riguarda l’accesso al bonus del 110%, riservato solo ai fabbricati di cui almeno il 51% sia stato oggetto di riscatto dei vincoli derivanti dalla convenzione stipulata con il Comune.

Comunque, il vero tema è il dissesto finanziario, in quanto, anche ai suoi fini, l’operazione è positiva. Infatti, i riscatti dovrebbero produrre un incasso di svariati milioni, da destinare al finanziamento del dissesto stesso.

L’art. 255, comma 9, del TUEL 267/2000 prevede che - ai fini del finanziamento della massa passiva e, in deroga a disposizioni vigenti che attribuiscono specifiche destinazioni ai proventi derivanti da alienazioni di beni - l’organo straordinario di liquidazione (OSL) procede alla rilevazione dei beni patrimoniali disponibili e non indispensabili per i fini dell’ente, avviando, nel contempo, le procedure per l’alienazione di tali beni.

La disposizione citata consente alle entrate, derivanti dall’operazione riscatti, di poter essere usate tutte per il pagamento dei debiti, superando la destinazione delle risorse, per una percentuale ad abbassare l’indebitamento e per il resto a investimenti per l’edilizia economica e popolare (Corte dei Conti - Sez. Lombardia si pronuncia con Parere n. 24/2020) trasferimento di immobili PEEP). A rafforzare l’art. 255 c’è anche il principio esposto dalla Corte dei Conti del Friuli Venezia-Giulia che, con la Deliberazione FVG/58/2017/PA, ha affermato che “Le somme che l’Ente andrà ad incassare in forza di dette previsioni, non potranno essere destinate al sostenimento di spese generali, ma dovranno necessariamente rispettare il vincolo di destinazione previsto dalla norma ed essere reimpiegate nell’acquisto di aree per l’acquisto di case economiche e popolari”.
Nel caso di Benevento solo per ciò che residua del pagamento dei debiti.

Inoltre, quanto stabilito dal comma 9 art 255, fa venir meno qualunque potere di dismissione dei beni patrimoniali da parte della Giunta Comunale, e che gli stessi affidati, dall’OSL “a società di intermediazione immobiliare, anche appositamente costituite” rimangono di competenza esclusiva dell’Organo straordinario di liquidazione.
Insomma il patrimonio non si tocca: serve a pagare i debiti. (Dissesto finanziario deliberato dal Consiglio Comunale, mani legate alla Giunta Comunale) Carmelo Barreca mercoledì 21 Novembre 2018 Il Sole 24ore.).
In verità, quanto esposto dal Sole non impedisce all’OSL di servirsi, attraverso una convenzione scritta, delle risorse umane del Comune di Benevento.

Certo, per evitare violazioni al principio di netta separazione fra i conti dell’OSL e del Comune, cosa accaduta per più di un esercizio, non sarebbe sbagliato far indirizzare le istanze direttamente all’OSL.

Infine, una mia riflessione. Il riscatto, oltre agli effetti positivi sul mercato immobiliare, produrrà degli effetti positivi sulle attività delle imprese edili perché consente ai condomini di raggiungere il 51% delle proprietà piene, per accedere al bonus 110%, che avvantaggia sì le famiglie, ma soprattutto le aziende. I bonus concessi ai proprietari, infatti, senza sottovalutare i benefici sul risparmio energetico, sono un modo indiretto per aiutare le imprese in un periodo difficile per il settore edile.