Perle di politica beneventana: Ora che Dalisi non c'è più, a Mastella "ce piace 'o presepe..."

- Opinioni IlVaglio.it

Non è mancato sui media sanniti, giustamente, un ricordo di Riccardo Dalisi, scomparso di recente, a 91 anni, nella sua casa di Napoli: “Architetto, pittore, scultore, docente universitario: un maestro completo”, l'efficace sintesi su Repubblica di Antonio Di Costanzo. Il suo nome si lega, purtroppo per lui (non certo per il prodotto del suo ingegno), anche a Benevento in virtù della tenzone politica montata sin da subito (all'installazione, con il ritiro delle figure sospese sul corso Garibaldi, cadute perché oltraggiate dal vento) intorno al Presepe di cui il capoluogo del Sannio si ornò nel periodo natalizio del 2011. Ne nacque anche una vicenda giudiziaria su amministratori e dirigenti e costruttori d'epoca, conclusa con un nulla di fatto sancito in via definitiva da un iter che la Procura intese, inutilmente, replicare.

Oggi, dopo interrogazioni, polemiche, prestito e tribolazioni a tutto ciò connesse, il Presepe di Dalisi ha smesso di essere 'demonizzato'.

Oggi (anche se era il 2018, a governo cittadino identico all'attuale e diverso da quello promotore), il Comune di Benevento ricorda che la Fondazione Città Spettacolo (?), “ha deliberato l’installazione in pianta stabile del Presepe realizzato dal maestro Riccardo Dalisi” ed “il luogo della definitiva collocazione verrà scelto mediante un sondaggio online a cui potranno partecipare tutti i cittadini”: chissà che il collegamento wi-fi di Palazzo Mosti non abbia qualche problema...

Oggi Riccardo Dalisi dal mondo dei Giusti ricorderà con bonomia i giudizi di un tempo, l'uso sferzante del Presepe nella sua essenza traslata, cioè l'asserita (dalle opposizioni) incapacità a produrre alcunché di buono per la comunità degli amministrati, per di più caricata di una spesa pubblica non indifferente (120.000 euro più Iva, allora): “E’ evidente il tentativo di distogliere l’attenzione dei cittadini dallo stato pietoso in cui l’amministrazione comunale di Del Vecchio ha ridotto la città. Ma è impossibile rimuovere dalla mente dei beneventani i traguardi e i successi raggiunti dal vicesindaco. Per citarne solo uno, tra i tanti che mi vengono riportati all’attenzione in questi giorni, chiedo: che fine ha fatto il presepe di Dalisi? Dove è finita l’opera d’arte costata centinaia di migliaia di euro alle casse comunali? Solo ripensando alla visione anacronistica ed elitaria che rovinò l’immagine della città anche a ridosso del Natale, qualcuno avrebbe dovuto avere il buon senso di tacere... C’è necessità di cambiare pagina, la città non può reggere oltre chi sulle sue spalle pensa di giocare al piccolo amministratore”, tuonava Clemente Mastella poco prima (giugno 2016) del suo primo ballottaggio.

Oggi la proprietà transitiva dei cambi di maglia non porterà più Mastella a dir male di Del Vecchio diventato suo sostenitore, e dunque a Mastella “ce piace 'o presepe”. G.F.