Conservazione armata o commissariamento? Sceglierà il Ministero il vertice del Conservatorio di Benevento

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Il racconto mediatico, qualche giorno fa, della conferenza stampa di Antonio Verga, già presidente del Conservatorio di Benevento intitolato a “Nicola Sala”, rivela anche altro, oltre ovviamente il commento alla Ordinanza del Tar che ha sospeso la nomina del nuovo Presidente (Antonio Rossi, il designato dal MIUR) e assegnato al Ministero il compito di decidere, entro la fine del mese di aprile, per non lasciare acefala una così importante istituzione (leggi su IlVaglio.it: https://www.ilvaglio.it/article/15269/il-tar-di-napoli-riapre-la-partita-per-la-presidnete-del-conservatorio.html). Commento positivo, quello di Verga, e non poteva essere diversamente avendo egli proposto il ricorso analizzato dai giudici amministrativi.

La posizione del reinsediato presidente, fino a decisione ministeriale contraria, è stata invero chiara non appena conosciuto l'esito della vicenda giudiziaria: “Abbiamo con caparbietà difeso le posizioni dell'istituzione Conservatorio che è un ente di alta formazione culturale e ha bisogno di guide certe e sicure” (Ottopagine).
E chiarezza, ancora, Verga ha manifestato nel vaticinio di un possibile, ravvicinato, futuro: “Ora attendo con grande serenità le decisioni del ministero e sono certo che nella propria visione globale dell’istituzione saprà trovare la migliore soluzione per poter rendere merito a chi ha lavorato con grande abnegazione per questo triennio e poter continuare a favore degli studenti, dei docenti e di tutto il personale del Conservatorio” (Anteprima 24).
L'auspicio, dunque, è che dal centro (dal Ministero) venga dato credito a una linea improntata alla continuità (Verga ancora presidente).

L'aspettativa è più che lecita, ma un po' sembra cozzare con la citata difesa delle prerogative dell'istituzione musicale. E' chiaro anche, infatti, che i vertici attuali del Conservatorio non vivano nella tranquillità di rapporti, ed è lo stesso Verga a lasciarlo intendere: “E' stato necessario presentare il ricorso anche per sottolineare la nomina frettolosa di una terna scelta (dal Consiglio Accademico, Ndr) tra sette candidati. Lo stesso Ministero non ha valutato questa mancanza dei requisiti che pure gli avevo segnalato in maniera formale così come avevo fatto con Grassia.
Nessuno mi ha ascoltato e quindi ho dovuto far ricorso al Tar avverso una nomina che era viziata da elementi di irricevibilità della presenza nella terna di Rossi” (Gazzetta di Benevento). A questo primo passaggio se ne può aggiungere un altro, relativo ad altri aspetti ma pur sempre d'esempio: “Abbiamo oltre 1.000 allievi e 150 sono stranieri. E qui c'è un'altra grande anomalia. Quasi tutti gli studenti stranieri sono cinesi ma con un grande problema: Non conoscono una parola di italiano, ma niente proprio. Anche in questo caso, recependo peraltro le forti doglianze dei docenti che non riuscivano ad intessere un proficuo colloquio con i loro allievi, ho sollecitato il direttore Grassia ad avviare dei corsi di italiano. Non è successo nulla. Si tenga conto che gli studenti stranieri per poter frequentare le nostre Università debbono almeno avere la conoscenza dell'italiano come primo livello. Ed allora, se questa è la norma nazionale come sono entrati in Conservatorio tutti questi studenti cinesi senza averne i requisiti? Non lo so. Finirà anche il primo semestre senza che Grassia abbia fatto nulla” (ancora Gazzetta di Benevento).

Il Grassia citato è Giosuè Grassia, direttore del Conservatorio dal mese di ottobre 2020, eletto a larghissima maggioranza dai colleghi docenti e che resterà in carica fino al 2023.

Tirando le somme: le principali figure del Conservatorio, allo stato attuale, sembra abbiano proprio problemi di convivenza e/o comunicazione (certo non proprio di aiuto alla gestione dell'istituzione Conservatorio), e chissà che non sia – questo – un aspetto di riflessione per il Ministero per una scelta oltremodo difficile: conservazione 'armata' o commissariamento?