"Senza partecipazione Benevento è diventata una città degli Umarell"

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Scrive il responsabile di ISIDEA Rito Martignetti: Nei mesi scorsi, Isidea chiedeva alla riconfermata Amministrazione Mastella di assicurare alla città il ritorno ad una democrazia del dialogo, in particolare per la valorizzazione e la cura dei suoi preziosi beni culturali. In attesa dell’attivazione degli Organismi di Partecipazione previsti dall’art. 74 dello Statuto comunale e dell’indispensabile Regolamento per l’Amministrazione condivisa dei beni comuni, Isidea proponeva una "chiamata alle Arti" per il virtuoso coinvolgimento nel Patto PNRR, senza check-in politici, anche delle più attive menti di un territorio a mortificata "vocazione intellettuale".

Oltre al coinvolgimento della Minoranza consiliare, si richiedeva la presenza nel Patto della folta rappresentanza dei Parlamentari, da impegnare nell’inclusione anche di Benevento in certe elargizioni Ministeriali: non è possibile che a Volterra siano stati assegnati dal ministro Franceschini oltre 7 milioni di euro per lo scavo dell’Anfiteatro romano, scoperto per caso nel 2015, mentre Benevento ancora aspetta fondi per il recupero di un Anfiteatro scoperto nel 1985 e per il quale Isidea aveva proposto un intervento di “archeologia green”, che utilizza siepi per sostituire le parti mancanti.

Il sindaco Mastella, purtroppo, continua nella politica del “Noi al centro di tutto”, negando sufficiente partecipazione e cancellando la possibilità a una parte propositiva cittadina di fornire il proprio contributo creativo. Benevento è diventata “la Città degli Umarell”, di chi si ritrova, con le mani dietro la schiena e il cervello ridotto al silenzio, a guardare i tristi cantieri decisi nel kafkiano Palazzo Mosti. Ecco che si impegnano soldi pubblici per progettare cementificazioni in luoghi identitari, come l’ex campetto del Collegio de La Salle, o si annunciano illuminazioni su mura mai state longobarde, senza pensare per esempio a ricreare in esse, in modo virtuale, le antiche porte. E che dire della mancanza di un progetto credibile per attrarre turismo non solo di prossimità, nonostante il riconoscimento UNESCO da oltre dieci anni per la Chiesa di Santa Sofia, che continua ad essere patrimonio della Curia e non dell’Umanità. Al riguardo, si registra un silenzio assordante sulla nostra richiesta di ritorno della Chiesa, come già avvenuto in passato, a prima sala del Museo del Sannio!

Isidea, in un decalogo di proposte offerto alle forze politiche prima delle scorse elezioni, ha messo al primo posto - ed ancora rilancia - la necessità di sviluppare il progetto strategico di sviluppo territoriale “Benevento Città Congressuale” nell’ex Tabacchificio di via XXV Luglio (riqualificabile con i fondi Demanio/Investitalia), ma anche in altre strutture idonee come Villa dei Papi. Nella progettazione del PNRR non può essere coinvolta in maniera così massiccia l’Università del Sannio, che già dà molto all’Amministrazione in termini di consulenze e assessori. Anzi, si invita il Comune a ricambiare la disponibilità, aiutando l’UNISANNIO a darsi un’intitolazione, così come avvenuto a Caserta con la SUN. Il nome reiterato da Isidea è sempre quello del giudice e professore di diritto civile Roffredo Epifanio, l'Alter Papinianus di origine longobarda, che nel 1224 suggerì a Federico II l’impianto dell’Università di Napoli e tentò di aprire uno Studium anche a Benevento.