Gli emuli del mastellismo, più realisti del re, e le aree oscure in cui si trovano a vagare nei passaggi di campo

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Finire nella cerchia di Mastella produce, come effetto primo, il tentativo non solo di emularlo ma addirittura di superarlo in 'mastellismo', eccesso che è forma anomala del 'centrismo': consiste nel sovrapporre, e considerare di conseguenza alla stessa stregua, il perseguire comunque un ideale (la posizione intermedia, qualunque cosa voglia dire in termini di idee e prassi, oggi) ma anche una rendita politica personale.
Le mille e una oscillazione del viandante “leader” di Ceppaloni, ora a destra, ora a sinistra, ora al centro, ora da solo occhieggiante al civismo ma poi mica per tanto tempo, ora con il centrodestra, ora con il centrosinistra, di fatto divenute letteratura ma di un racconto povero di contenuti, favoriscono – anzi obbligano – la scelta.
E i suoi corifei, in tal senso, appaiono un riflesso sbiadito quando provano a difendere l'indifendibile.
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Accade oggi, come accaduto ieri a tanti altri, a una formazione che ambisce a definirsi 'Noi Di Centro' e che, geometricamente parlando, si limita a disegnare l'ennesimo perimetro dell'interesse politico immediato del suo fondatore, l'attuale sindaco di Benevento, che svaria appunto dal Quirinale alla Ragioneria generale dello Stato.
Lo hanno ben compreso (o non l'hanno compreso affatto, per una doppia colpa) gli aedi del vate, che, non riuscendo come è ovvio a ingabbiare la volatilità delle alleanze, si rifugiano nel 'rispetto' che ritengono di meritare.
Ma, appunto e al solito, non spiegano alcunché all'opinione pubblica, meritevole di vagare in aree oscure. Quelle che prima o poi si troverà a percorrere l'impegnato, oggi, Carmine Agostinelli a esaltare le virtù del capo e del movimento del quale è stato investito del ruolo di responsabile provinciale: si comprende, è il prezzo delle fedeltà politica da pagare (leggi su IlVaglio.it).