Benevento - Il covid e l'ipocrisia dell'affollato tampone del giorno dopo

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Foto di repertorio
Foto di repertorio

Transitando a Benevento per via Santa Colomba, sin dal primo mattino di venerdì 14 gennaio, facendo i conti con la persistenza di una lunga coda d'automobili per giunta d'intralcio all'ordinaria circolazione viaria nella zona, ecco servita la plastica visione degli esiti del primo giorno di ripresa dell'attività di screening della popolazione attraverso tamponi antigenici effettuati appunto presso il Palatedeschi (leggi su IlVaglio.it), degna – come ai più appare naturale – addirittura di un servizio sulla Rai, Tg3 regionale del pomeriggio, con tanto di interviste ai deus ex machina (manager sanitari e compagnia) della trovata, geniale come sempre e come sempre in ritardo sui tempi.

Per stringere, però: questa sterminata fila di vetture è al tempo stesso anche una rappresentazione del senso della società civile per quel che le accade intorno. Dove i cittadini beneventani e sanniti, più che sentirsi motivati alla 'continenza', per così dire, li ritroviamo pronti a trarre le conclusioni della mancata prudenza precedente, in una sovrapposizione perfetta della diffusa morale cattolica per cui, dopo, basta confessare il peccato commesso prima per sentirsi concedere l'assoluzione.

Ma i servizi giornalistici, i più vari, ci ricordano solo gli inesistenti meriti di tanti: manager della sanità, istituzioni locali, senza esclusione alcuna degli spensierati frequentatori di cenoni natalizi e della gaia socialità.

Il covid, in fondo, trova terreno fertile anche nell'ipocrisia dell'affollato tampone del giorno dopo.