Sta infuriando il contagio anche a Benevento e nel Sannio? “Ma chissà chi lo sa…”

- Opinioni di Carlo Panella
Un momento della celebre trasmissione della RAI
Un momento della celebre trasmissione della RAI

“Chissà chi lo sa” era una trasmissione del canale nazionale della Rai, andata in onda negli anni 60, fino al 1972, per la indimenticabile TV dei Ragazzi, di allora. La presentava Febo Conti e l’aveva ideata Cino Tortorella, più famoso come Mago Zurlì nell’originario Zecchino d’oro. Forse da quella prolungata visione d’infanzia m’è nata la voglia di fare domande e di insistere nel farle, interrogando. Chissà…
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E allora chissà in quanti sono i fortunati a conoscere i numeri della pandemia a Benevento e nel Sannio, nello specifico i contagi quotidiani (nuovi positivi) e complessivi; i tamponi esaminati quotidianamente e complessivi; i morti con il virus del giorno e quelli totali; i guariti del giorno e totali. L’ASL a guida Volpe, di questa landa sempre più spopolata del Sud, probabilmente, (neanche su questo potrei giurare: chissà…), dovrebbe conoscerli questi numeri e, pare, che li stia trasmettendo separatamente, pro parte, ai sindaci dei 78 comuni sanniti.
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Scrivo questo perché, di tanto in tanto, qualche benevolo sindaco li rende noti ai suoi concittadini e perché, di tanto in tanto, lo stesso Volpe anche se genericamente – come ha fatto ieri con un comunicato stampa – vi fa qualche larvato accenno. Mai però rendendo note delle cifre utili.
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Quando scoppiò la pandemia nel marzo 2020, l’ASL di Benevento, doverosamente, comunicava i dati sopra elencati, come tutte le altre ASL d’Italia. Poi, alla fine di quell’anno, iniziò a fare marcia indietro. Dapprima dovette ammettere che sbagliava a fare i calcoli sul contagio: questo giornale – unico e solo – tante volte glielo aveva segnalato, precedentemente.
In quella circostanza, eravamo nel dicembre 2020, detta ASL annunciò che avrebbe fatto il riconteggio per fornire le cifre esatte: chissà, se stanno contando ancora, a 13 mesi di distanza: chissà…
Quel che fu certo è che l’ASL smise di comunicare a tutti i dati di tutti i comuni, sostituiti da una striminzita tabella con solo 5 dati cumulativi.

Tuttavia, anche questo ridottissimo compito è diventato impossibile per Volpe e la sua squadra e così, dal giugno 2021, l’ASL di Benevento alla cittadinanza sannita non ha comunicato più nulla dal suo sito, dove aveva cominciato a farlo e dove tutti potevano andare per sapere e regolarsi di conseguenza. Niente di niente.

Ripetiamo, l’ASL di Benevento ha tagliato fuori i semplici cittadini da questa elementare e utilissima - indubbiamente necessaria - conoscenza (siamo alle prese da due anni con una pandemia di una malattia non di rado mortale), perché, pare, che i sindaci abbiano avuto e abbiano la fortuna di sapere: chissà chi lo sa…
Va pure sottolineato che tenuti all’oscuro siamo solo noi sanniti, le altre ASL italiane, a cominciare da quelle della Campania, non hanno mai smesso di informare le popolazioni rispettive.
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E meno male che fortunatamente a dare qualche notizia su cosa stia accadendo nel Sannio, da due anni, c’è l’Azienda ospedaliera San Pio. Da via Pacevecchia infatti, lo fanno quotidianamente, con un puntuale bollettino, nel quale, per scrupolo, è anche riportato questo “N.B. (Nota Bene)”, diventato nel tempo, come minimo da giugno, involontariamente ironico: I dati indicati nel presente prospetto si riferiscono esclusivamente ai ricoveri ospedalieri presso l'A.O.R.N. "San Pio" e tengono conto di pazienti residenti nella provincia di Benevento e nelle altre province. Per una reportistica dettagliata relativa ai positivi covid 19 della provincia di Benevento bisogna far riferimento al bollettino dell'ASL di Benevento”.
Reportistica dettagliata”, figurarsi: suonno 'e fantasia!
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E qui torna la domanda: chissà chi è che può ‘far riferimento’ al bollettino ASL, posto che questo poi esista davvero: chissà…
Il riconfermato sindaco di Benevento (chi è causa del proprio mal pianga se stesso: io, ho fatto sicuramente altri errori, ma, come è noto, di questo “mal” non sono stato mai causa), è probabile che sappia come stiano le cose, almeno così lascia intendere, tramite vaghi riferimenti nelle inclementi telefonate a casa di malcapitati amministrati o nei suoi memorabili post sulla sua pagina facebook.

Ora, sorgono alcune domande: queste cifre sul contagio, da tanti mesi, e alcune da anni ormai, le ha solo Mastella o anche altri vertici istituzionali e politici?
Le conoscono il prefetto, il procuratore della Repubblica, i vertici delle forze dell’ordine, i parlamentari nazionali, i consiglieri regionali? Chissà, chi li sa…

Possiamo solo immaginare, ma non affermare, che possano al più conoscerli i componenti del “cerchio magico” del sindaco o qualcuno del codazzo che dir si voglia di cui si fidi. Mah, chissà, quel che è certo è che “basta che non si sappiano in giro!". Li tacciono questi numeri ai cittadini, sia il Volpe-manager sia coloro ai quali li comunica, ove lo faccia.
Nulla possiamo conoscere noi cittadini – quanto a informazione sul contagio, trattati da chi esercita i poteri da sudditi cui nulla è dovuto – e questo giornale soltanto può denunciare l’oscuramento e lo sta facendo tutti i giorni, nel disinteresse non solo dell’ASL e dei citati vertici, ma anche di partiti, associazioni, comitati, sindacati, politici, intellettuali o sedicenti tali.
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Il Vaglio.it denuncia il blackout informativo alla cittadinanza quotidianamente e ciclicamente scrive articoli specifici sulla tenuta all’oscuro, come questo che state leggendo, anche per dire, ad esempio, che rileggendo i dati del Bollettino – nazionale! – della Protezione Civile (i quali pure da queste colonne divulghiamo ogni giorno) si è potuto apprendere (pur tra qualche errore commesso e poi corretto dagli autori di quel bollettino) che, a ieri, nelle due ultime settimane, i contagi settimanali sono aumentati di più di mille unità da 2403 a 3480. Dati che ovviamente potrebbero essere utili, per capire come stiamo messi, se potessero essere parametrati al numero dei tamponi contemporaneamente processati: ma questi numeri sui tamponi il Bollettino nazionale della Protezioni Civile non li dà. E allora conta poco sapere isolatamente il numero dei contagi.
Forse tutti questi numeri li conoscerà il manager Volpe, chissà…
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L'ingenua sigla di quella trasmissione TV tra l’altro diceva: “Ma chissà chi lo sa dove vive Mustafà, ma chissà chi lo sa dove vive Alì Babà”. Da bambini immaginavamo che fosse proprio impossibile conoscere quei due luoghi, ma rimanevamo nel dubbio. Dopo anni e mesi di numeri negati sul contagio in essere nel Sannio e pare di nuovo oggi in forte crescita, invece, temiamo di dover dire di aver raggiunto una certezza: nulla sapremo, non solo dei mesi e dell’anno passato (cosa molto grave) ma anche del presente e del futuro (cosa gravissima).

L'ingresso dei concorrenti (erano classi delle scuole medie) in gara in Chissà chi lo sa era accompagnato dalla frase: "Squillino le trombe, entrino le squadre". Qui nel Sannio, invece, dall’ASL innanzitutto, ma anche da tutti gli altri vertici istituzionali, giunge il silenzio assoluto, buio pesto sui numeri della pandemia. Fanno squadra tra loro i potenti, al più.
A noi popolo, a noi trattati da sudditi, a noi che siamo quelli che non possono/non debbono sapere come stanno ufficialmente le cose, tocca solo la conseguente, ulteriore preoccupazione: poiché, se sta “zitto, chi sape 'u juoco”…