Il Teatro Romano di Benevento è più adatto alla prosa che alla musica

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Scrive Gino Iannace, docente della Università della Campania Luigi Vanvitelli: Recentemente sono sati pubblicati gli atti del convegno sull’acustica degli ambienti chiusi “International Conference on Immersive and 3D Audio”, organizzato dall’Università di Bologna. Al convegno è stato presentato un lavoro sull’acustica del teatro romano di Benevento. La ricerca è stata condotta dal prof. Lamberto Tronchin e dalla dott.ssa Francesca Merli dell’Università di Bologna e dal prof. Gino Iannace della Università della Campania Luigi Vanvitelli e dalla dott.ssa. Antonella Bevilacqua dell’Università di Parma.

Il teatro romano fu costruito nel II secolo d.C. e a seguito di terremoti, alluvioni e spoliazioni fu completante dimenticato, fu riscoperto grazie all’opera di Meomartini a fine dell’800 e successivamente fu restaurato.

Con delle tecniche innovative è stato studiato il comportamento del campo sonoro all’interno del teatro antico. La tecnica di misura si basa sull’acquisizione del suono con trentadue microfoni che restituiscono la mappa a colori della distribuzione spaziale del suono all’interno del teatro.

In conclusione l'acustica del teatro romano è più adatta alla prosa che agli spettacoli musicali o alla lirica. I risultati ottenuti sono in linea con quelli di altri teatri antichi e che presentano simili carenze di elementi costruttivi (es. edificio scenico in parte ricostruito e la parte alta della cavea mancante, ecc.).

L'analisi delle mappe 3d mostrano la direzione di arrivo delle onde sonore e mostrano che le riflessioni maggiori si provengono dalle pareti della chiesa costruita nel 1700.

La ricerca ha lo scopo non solo di applicare le nuove tecniche di misura nel campo dell’acustica, ma vuole valorizzare il teatro romano della città di Benevento.
Si ringrazia il dott. Ferdinando Creta per la collaborazione e per le spiegazioni storiche del monumento