I primi risvolti dopo la decisione del Tar che ha riaperto le scuole chiuse da De Luca (subito lasciato solo nel Sannio)

- Opinioni IlVaglio.it

Semplificando per noi tanti uomini della strada, correndo anche il rischio della banalizzazione – ma soprattutto mettendo da parte qualunque considerazione sulla crescita dei contagi e il loro contenimento perché non oggetto di quanto accaduto -, ci troviamo dinanzi a un fatto: un Tribunale amministrativo regionale (Tar) ha detto, attraverso il dispositivo di un giudice, che la decisione adottata in una sede regionale (da De Luca in Campania) in tema di scuole aperte o chiuse alla fin fine è in contrasto con le “scelte politiche operate a livello di legislazione primaria”, cioè dal Governo.

Dunque, fra chi ha licenziato un'Ordinanza restrittiva e chi ha valutato in toga l'adozione della stessa, s'è rivelato dirimente il mero dato che la Campania non è 'zona rossa' (non ancora, perlomeno...), cioè nella fascia di rischio più alto, circostanza che giustificherebbe – per così dire – il ritorno alla didattica a distanza (dad)'.

E' chiaro, già s'è ricordato, che prudenza, polso della situazione contagi, desiderio di favorire una vaccinazione più impattante sulla fascia d'età scolare ora esposta a un rischio maggiore entrino poco in questo discorso, e diventino solo un (doloroso) corollario di opinioni, oltre a fotografare un conflitto istituzionale, che ha però determinato solo confusione, lanciando nel caos alunni/e, personale scolastico, famiglie.
Il punto principale è l'altro, il nodo politico, rispetto al quale, anche nelle desolate lande del Sannio, è andato in scena uno spettacolo di tifo.

In particolare modo a cura dell'amministrazione alla guida, temporanea, del capoluogo (il vicesindaco De Pierro, il segretario beneventano di Noi di Centro, Ucci), quella stessa che ora tace, improvvisamente a secco d'accuse all'opposizione e di commenti - dopo essersi schierata con De Luca, e obbedisce, certo necessariamente ma senza che dall'aria svanisca quel vago sapore dell'avevo detto io... dovesse accadere qualcosa (e non se lo augura nessuno).

Applausi prevedibili a parte, il senso di Mastella per le istituzioni non è in discussione, avendo egli ricoperto ruoli importanti nella sua lunga carriera politica. Per cui, informati ovviamente i corifei eventuali, bisogna saper affrontare il dilemma senza nascondersi dietro le decisioni altrui: quel che è giusto (o ritenuto tale) non sempre si concilia con quel che è deciso dalla norma. In questa storia, ha prevalso, ed era altrettanto prevedibile ed era noto a tutti all'atto dell'Ordinanza regionale emessa, quanto stabilito da regole 'superiori': se il sindaco di Benevento, pertanto, ritiene che qui in città vadano applicate decisioni più stringenti perché conosce meglio la situazione epidemiologica fornitagli dai dati Asl, ebbene più che fare il tifo per altri, che purtroppo agiscono contro le evidenze, si schieri lui stesso scegliendo di decidere contro le evidenze. Anche la disobbedienza civile si pratica, non si orecchia. G.F.